Cos’è lo shot-clock, la regola che manda su tutte le furie Alcaraz

Lo spagnolo è tornato a parlare dello shot-clock, la regola del tennis che il numero 1 al mondo non riesce proprio a digerire

Dopo aver battuto in due set il bulgaro Dimitrov, Carlos Alcaraz affronterà nella notte italiana il francese Rinderknech nei sedicesimi di finale del Masters 1000 di Indian Wells.

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Alcaraz contro lo shot-cock (Instagram Carlos Alcaraz) – Sportitalia.it

Inutile dire che lo spagnolo parta favorito e che è dato da tutti come il candidato principale alla vittoria del torneo, insieme a Jannik Sinner. L’altoatesino ha già strappato il pass per gli ottavi dove affronterà Joao Fonseca, astro nascente del tennis mondiale. Intanto però a tenere banco è la sfuriata di Carlos Alcaraz: anche dopo la vittoria contro Dimitrov, il campione spagnolo è tornato a parlare della regola dello shot-clock che proprio non gli va giù.

La dimostrazione la si è avuta a Doha, durante il match contro Khachanov quando la giudice di sedia Marija Cicak gli ha dato un warning per aver superato il tempo limite tra un punto e l’altro. Un episodio sul quale si è tornati nella conferenza post match a Indian Wells e Alcaraz ha mostrato di non aver cambiato idea: “Non ho parlato con l’ATP della questione, nessuno mi ha chiesto cosa ne pensassi. Non voglio sprecare tempo: è già successo in altre occasioni che ti lamenti, esprimi la tua opinione e poi non cambia nulla. Ci sono arbitri che hanno avuto problemi con questa regola in molte partite, altri che sono più flessibili. Se capiscono di tennis – la bordata di Alcaraz – sanno come comportarsi, se sono severi non capiscono di tennis“.

La regola dello shot-clock che non piace ad Alcaraz (e non solo)

Ma cosa prevede questa regola dello shot-clock che sta facendo tanto discutere? Semplicemente è il limite di tempo che ha un tennista per battere dalla fine del punto precedente. Ogni tennista ha 25 secondi di tempo per preparare la propria battuta da quando è assegnato il punto precedente.

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Cos’è la regola dello shot-clock (Instagram Carlos Alcaraz) – Sportitalia.it

Quando è stata introdotta, il conto alla rovescia era fatto partire dall’arbitro, una volta annunciato il punteggio. Ora, invece, il cronometro parte in maniera automatica quando finisce il punto, costringendo i tennisti ad accelerare anche dopo uno scambio lungo e faticoso. A far storcere il naso ad Alcaraz, in particolare, la rigidità di alcuni giudice di sedia nell’assegnare il warning, un’idea che trova d’accordo anche altri tennisti come Fritz.

Dal canto suo anche Sinner ha affrontato il tema, evitando però di prendere posizione: “In alcuni casi bisogna accelerare un po’, ma queste sono le regole e valgono per tutti. Io cerco di rimanere dentro i 25 secondi e a volte vado più veloce per non forare. Non è una regola che dipende da noi, non possiamo farci molto”.

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