Bezzecchi sorprende e mette in difficoltà la Ducati con prestazioni di alto livello, mentre l’Italia dello sport, tra sci e atletica, continua a raccogliere successi importanti, spesso lontano dai riflettori ma sempre più protagonista a livello internazionale.
La Moto Gp 2026 è iniziata nel modo più impulsivo possibile, scardinando quello che è stato il dominio ducatista delle ultime stagioni e proiettando Aprilia e Marco Bezzecchi sulla cima di un Olimpo delle due ruote conteso e dalle prospettive stimolanti. Che la RS-GP e il pilota riminese potessero essere protagonisti, anche per come si era concluso il 2025, era tutto sommato prevedibile, che fossero già in grado di imporre la loro supremazia, come successo nell’ultima gara in Brasile, va ben oltre le più rosee aspettative.

Un’Aprilia dominante
Alla base di questo nuovo equilibrio di forze in campo c’è uno schema tecnico che in Aprilia hanno saputo massimizzare: le nuove appendici nella zona posteriore per migliorare il carico in piega, il nuovo profilo aerodinamico che stabilizza la moto in frenata e la carenatura ridisegnata.
A tutto questo si aggiunga una coppia di piloti di qualità, affamati di consacrazione (Bezzecchi) e non meno di riscatto dopo un periodo complesso (Martin). La scuderia di Noale sta annullando il gap che Ducati era riuscita, progressivamente, a creare con il resto dello schieramento, anche perché la Desmo di Bogo Panigale sembra aver raggiunto un plafond in termini di sviluppo che pur garantendole, ancora, competitività consegna, anche, margini di crescita molto limitati.
La valanga Azzurra
Nell’ultimo fine settimana l’Italia si è specchiata non solo nella brillantezza di Aprilia e Bezzecchi, ma anche e non meno nei successi dello Sci nelle finali di Lillehammer e dell’Atletica nei Mondiali indoor in Polonia. Nel primo caso, i nostri velocisti hanno dominato la scena come forse neanche il più alto concetto di “valanga azzurra” riuscirebbe a sintetizzare.
L’exploit di Laura Pirovano, vincitrice della Coppa di discesa libera, e la consacrazione di Sofia Goggia, per la prima volta in carriera regina anche in Super G, senza dimenticare la doppietta nelle gare maschili di un eterno Dominik Paris. Dopo ottime Olimpiadi invernali, i trionfi di un’immensa Federica Brignone e la crescita di nuovi protagonisti (Franzoni in primis) chiudiamo la stagione con l’idea di vivere, ormai da qualche anno, in una delle migliori generazioni, se non la miglior in assoluto, dello sci italiano.
Battocletti, Furlani e Dosso, la nuova Italia che avanza
La miglior Atletica italiana di sempre, numeri alla mano, è invece quella che ha concluso gli ultimi Mondiali indoor di Torun. Le Olimpiadi di Parigi, nel 2024, avevano proiettato nuovi e promettenti protagonisti, i Mondiali di Tokyo, lo scorso settembre, con il record di sette medaglie conquistate avevano confermato la profondità di talento della nostra Nazionale. Tamberi, Jacobs e Tortu hanno aperto la strada a Furlani, Battocletti, Diaz e Dosso. L’Italia, silenziosamente, è diventata un riferimento credibile in uno sport dove siamo sempre stati comprimari e poche volte in prima fila.