A Bergamo il primo tempo avevamo paura anche delle ombre sul campo. Colpa delle luci. Poi ci siamo sbloccati e sembravamo un’altra squadra.
Per questo Gravina ha indovinato l’unica cosa di questi ultimi mesi. Affidare la Nazionale a Rino Gattuso. Lui è meglio come CT che allenatore di club. L’ho sempre sostenuto e lo ribadisco. Per i tornei brevi e per le sfide impossibili non c’è nessuno meglio di Gattuso. Gestisce bene lo spogliatoio, entra nel cuore e nella testa dei ragazzi e ti dà fiducia con una parola o mezzo sguardo.

La sfida in Bosnia: più insidiosa di quanto sembri
In Bosnia non sarà una passeggiata. Certamente i bosniaci sono più scarsi del Galles ma, forse e dico forse, le trappole sono maggiori. Ci stanno preparando un clima infernale su un campo di serie C. Squadra vecchia e tosta che se deve rinunciare a giocare a calcio lo fa. Siamo più forti è vero ma a noi non interessa essere più forti della Bosnia. Ci interessa andare ai Mondiali e in 90 minuti tutto può succedere.
Gattuso come unica salvezza
Bisogna stare attenti e Gattuso è la nostra unica salvezza. Va a sfidare il nemico con le sue qualità. Rabbia, grinta, furbizia, sangue agli occhi. I nostri ragazzi non hanno il dna di Gattuso è palese. Una banda di bravi ragazzi, molti mosci e con poco carattere. Il vero problema dell’Italia è proprio questo. Le gambe tremano e per andare in guerra servono soldati affidabili. Noi abbiamo dei buoni calciatori, nulla di che, una Federazione debole e avevamo allenatori troppo filosofi per un gruppo come quello attuale. Serve badare al sodo. Gattuso è il nostro valore aggiunto. Rino, ci affidiamo a te per non rovinarci l’estate. Dimenticati Marbella perché in America devi portarci tu.