Roma, Gasperini: “Futuro? Prima il campo”. Poi ‘bastona’ sul mercato

Alla vigilia della gara contro il Pisa il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, parla del presente, degli obiettivi del club e anche del futuro, senza peli sulla lingua.

La Roma si appresta ad affrontare il Pisa, con l’obiettivo di centrare l’approdo alla prossima Champions League che è un po’ più lontano. Il tecnico giallorosso, Gian Piero Gasperini, nella conferenza stampa della vigilia sottolinea però che il club non gli abbia mai chiesto di centrare i primi quattro posti. Poi arrivano i messaggi sul futuro e sul mercato.

Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma
Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma (fonte immagine AS Roma)

Gasperini sulla Champions: “Obiettivo mio”

Queste le parole di Gasperini in merito alla possibilità che vada via dalla Roma in caso di mancato arrivo in Champions: “Un conto è se questo ragionamento lo facesse il club, un altro se viene fatto da fuori, in questo caso non è un problema. Io sono per il libero pensiero, i tifosi sono liberi di fare ogni tipo di pensiero”.

Poi fa notare: “Quello che posso dire è che la proprietà non mi ha mai detto di andare in Champions quest’anno, sono io che ho fissato quell’obiettivo“.

“In questo momento non pensiamo al futuro, dobbiamo pensare al presente”, ha poi aggiunto in merito al proprio futuro.

Gian Piero Gasperini, allenatore Roma
Le parole di Gasperini prima della gara con il Pisa

Gasperini sul mercato: le sue parole

Gasperini nel corso della conferenza stampa ha poi parlato del tema del mercato e del miglioramento della squadra.

Su questo tema, ha detto: “Bisogna sempre tentare di migliorare le squadre. Prima di pensare di privarti di quello che hai, devi capire ciò che inserisci. Tutti quanti vorremmo avere Messi o Ronaldo, ma l’obiettivo della Roma è di migliorare la squadre step by step. Mi sembra che alla Roma, vedendo su Transfermarkt, sono arrivati 30 giocatori e forse ne stanno giocando 4-5 in questo momento. Io non vado a dare colpe a nessuno, ma forse c’è bisogno di target diversi. A Roma ho visto giocatori e squadre importanti, il pubblico riconosce i giocatori forti. Sono più propenso a quel tipo di idea, piuttosto che 30 giocatori. Questa idea potrebbe anche non essere condivisa”.

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