Secondo Gianluigi Longari cresce la tensione tra Federazione saudita e Hervé Renard: la panchina della nazionale torna in discussione. Tra i possibili sostituti spunta Georgios Donis, oggi all’Al-Khaleej, profilo già inserito nel calcio locale e considerato soluzione pronta e pragmatica.
Secondo quanto riportato da Gianluigi Longari, il rapporto tra la Saudi Arabian Football Federation e il commissario tecnico Hervé Renard continua a essere attraversato da tensioni costanti, nonostante il ritorno del tecnico francese sulla panchina della nazionale nell’ottobre 2024. Una situazione che, nelle ultime settimane, avrebbe riaperto il dibattito interno sulla stabilità del progetto tecnico e sulle possibili alternative per il futuro.
Renard è ancora una figura centrale nella crescita recente della Nazionale dell’Arabia Saudita. Il tecnico ha guidato la selezione alla storica vittoria contro l’Argentina, durante i Mondiali in Qatar del 2022 contribuendo a rafforzare l’immagine internazionale del calcio saudita. Tuttavia, proprio le aspettative cresciute dopo quell’impresa e alcuni risultati altalenanti successivi avrebbero incrinato il rapporto con la federazione, sempre più esigente in vista delle qualificazioni ai Mondiali 2026.

Le indiscrezioni
Secondo le indiscrezioni, la dirigenza starebbe monitorando possibili alternative qualora la situazione non dovesse migliorare. Non si tratta ancora di decisioni definitive, ma di una fase esplorativa che segnala come la fiducia nei confronti dell’allenatore non sia più totale e che il progetto tecnico possa essere rimesso in discussione.
Tra i profili valutati emerge quello di Georgios Donis, attuale allenatore dell’Al-Khaleej. Il tecnico greco sta lavorando in Saudi Pro League con risultati considerati positivi in rapporto agli obiettivi del club, costruendo una reputazione di allenatore pragmatico e abituato a contesti competitivi complessi. La sua conoscenza del calcio locale rappresenterebbe un fattore chiave nella valutazione federale, soprattutto in un momento in cui continuità e adattamento al contesto saudita sono ritenuti elementi strategici.