Il Milan a Verona per confermare il trend degli ultimi anni. E quelle analogie con il 2021…

Il Milan di Allegri vola in Veneto per avvicinarsi all’obiettivo dichiarato da inizio stagione, cioè la qualificazione in Champions League. Gli ultimi punti persi per strada hanno minato la stagione rossonera, e il margine di errore è praticamente nullo.

La corsa alla Champions League del Diavolo continua senza sosta, e anzi è adesso il momento in cui Rabiot&Co devono alzare l’asticella e riprendere le prestazioni del pre-sosta che li avevano posizionato stabilmente al secondo posto. Domenica pomeriggio i rossoneri faranno visita al Bentegodi di Verona contro la squadra di Sammarco che ha, ormai, più di un piede e mezzo in B e scenderà in campo solo per la potenziale gloria di fermare ancora la lotta Champions di Allegri.

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Milan nel 2020/21: 5 anni fa la meraviglia di Krunic, poi quante analogie…

I rossoneri faranno visita ai veneti più o meno nello stesso periodo rispetto a ben 5 anni fa: in quell’annata i ragazzi allenati da Stefano Pioli cercavano insistentemente la qualificazione alla Champions, che mancava però da 10 lunghi anni. Era il 7 marzo e il 4-2-3-1 del tecnico parmigiano aveva portato i rossoneri a consolidarsi sul podio della classifica, con il primato perso malamente ai danni dei cugini nerazzurri sul finale della stagione. Ma l’obiettivo dichiarato fin dal principio – in quella stagione per davvero – era riconquistare tutti gli introiti e tutto il prestigio della coppa dalle grandi orecchie che a Milanello mancava davvero da troppo.

C’era ancora Gigio Donnarumma a difesa dei pali, di fatti la sua ultima stagione nella Milano rossonera prima di passare al Psg tra le mille polemiche. Un centrocampo inedito composto da Meitè e Franck Kessiè, con l’uomo equilibratore di Pioli sulla trequarti chiamato Rade Krunic. Il bosniaco era un tuttofare per il suo mister, che lo vedeva di buon occhio grazie alla sua duttilità: spesso schierato temporaneamente anche come esterno o terzino destro. Proprio lui sbloccò la partita sul tramonto del primo tempo con una pennellata a giro su punizione dal limite dell’area, a battere un incolpevole Silvestri che non ci sarebbe mai arrivato.

Il raddoppio, nella ripresa, portò la firma di Diogo Dalot – adesso al Manchester United – al termine di un’azione corale che coinvolse anche Saelemaekers e Leao, finalizzata dal portoghese.
L’altra curiosa analogia con quella formazione era la punta centrale di riferimento, la stessa dell’attuale Milan di Allegri. Rafa Leao venne schierato da Pioli come attaccante unico, prima di passare sull’esterno di sinistra nella stagione successiva e farsi ammirare per il dribbling imprendibile nell’uno contro uno (qualità, purtroppo, persa nel tempo).

Milan a caccia della continuità in erba veneta

Nelle ultime 4 stagioni il Milan ha sempre vinto in un campo, comunque, molto ostico. Nella stagione dello scudetto la “Fatal Verona” venne stesa dalla doppietta di Tonali (match-winner anche l’anno dopo, nel 2022/23) e dal sigillo di Florenzi.
Nel 2023/24 invece ecco la poderosa cavalcata di Theo Hernandez (con tanto di esultanza polemica) e Christian Pulisic a segno durante la sua prima stagione in rossonero, regalarono i tre punti a Pioli.

Infine, arriviamo all’ultimo incontro nel comune veneto tra le due squadre: il 20 dicembre scorso fu Reijnders il match-winner su imbucata centrale di Fofana.
Per il prossimo turno di campionato il calcio d’inizio sarà alle ore 15 e il Milan scenderà in campo sapendo già i risultati di Roma, Napoli e Como (per i discorsi Champions ed eventuale secondo posto), impegnate contro Lazio, Atalanta e Sassuolo, mentre la Juventus sarà di scena nel Sunday night.

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