Valentino Rossi lo ha fatto fuori: scalpore in MotoGP

Al Mugello le voci circolavano già da giorni. Poi, giro dopo giro, hanno iniziato a trasformarsi in qualcosa di molto più concreto. La squadra VR46 ha praticamente definito la propria line-up per il 2027 e il nome che manca all’appello non è passato inosservato.

Per Luca Marini, almeno secondo gli scenari che stanno prendendo forma nel paddock, le porte del team del fratello sembrano essersi chiuse. Una decisione che sorprende fino a un certo punto, ma che inevitabilmente fa discutere.

Rossi
Esclusione a sorpresa da parte di Rossi – sportitalia.it

Perché il posto libero lasciato dalla partenza di Fabio Di Giannantonio verso KTM era uno dei più ambiti dell’intera MotoGP. E alla fine la scelta sarebbe ricaduta su Nicolò Bulega, destinato ad affiancare Fermin Aldeguer in quella che sarà la nuova coppia della squadra di Valentino Rossi.

L’annuncio ufficiale non è ancora arrivato. Restano alcune questioni burocratiche e contrattuali da sistemare tra le parti coinvolte. Ma nel paddock la sensazione è che la partita sia ormai chiusa.

Bulega convince Ducati e VR46, Marini resta senza sella

La candidatura di Bulega si è rafforzata mese dopo mese. Il pilota emiliano ha dominato in Superbike, mostrando una superiorità che ha attirato l’attenzione di tutto il mondo Ducati. Non solo. Quando si era trovato a guidare la Desmosedici in occasione dell’assenza di Marc Marquez, fermato da problemi fisici, aveva lasciato impressioni molto positive all’interno del box.

I tempi sul giro avevano colpito gli uomini Ducati. Ancora di più aveva convinto il modo in cui era riuscito ad adattarsi rapidamente a una MotoGP.

Marini
Marini rischia di restare senza team (Instagram Luca Marini) – Sportitalia.it

Da quel momento qualcosa è cambiato. La VR46 cercava un pilota pronto subito, non soltanto un prospetto da costruire nel tempo. E Bulega rispondeva perfettamente a questa esigenza. Per Marini, invece, la situazione si è complicata.

L’esperienza in Honda si chiuderà a fine stagione. Il contratto è in scadenza e il rinnovo non sarebbe più nei programmi della casa giapponese, che avrebbe già impostato il futuro attorno ad altri nomi.

L’approdo nel team del fratello rappresentava probabilmente la soluzione più naturale. Anche la più suggestiva. Ma il mercato delle moto funziona in modo spietato. Conta il momento, conta la velocità, conta la prospettiva immediata.

Adesso le alternative iniziano a ridursi. Nel paddock si parla di possibili ruoli da collaudatore, di progetti differenti e di piste ancora da esplorare. Lo stesso Marini, dopo l’ultima gara, ha preferito mantenere un profilo prudente, spiegando che diverse opzioni sono ancora sul tavolo. Segno che qualcosa si muove ancora. Anche se la strada che portava alla VR46 sembra essersi allontanata definitivamente.

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