Gimenez: “Vincerò il Mondiale! E ai tifosi del Milan dico: credete in me”

L’attaccante del Milan, Santiago Gimenez, è pronto per inaugurare il Mondiale 2026 con il suo Messico. Il centravanti rossonero ha rilasciato un’intervista a Billboard Italia, realizzata insieme al rapper e noto tifoso rossonero Ernia, per parlare di sé.

L’attaccante del Milan, Santiago Gimenez, è pronto per inaugurare il Mondiale 2026 con il suo Messico. Il centravanti rossonero ha rilasciato un’intervista a Billboard Italia, realizzata insieme al rapper e noto tifoso rossonero Ernia, per parlare di sé.

Santi Gimenez - Milan

Gimenez, dal soprannome al Mondiale: le parole

Sul soprannome “Bebote“, Gimenez ha spiegato:  “La storia del mio soprannome è davvero divertente. È stata la mia famiglia a darmelo perché ero un neonato davvero grande. La traduzione di Bebote è proprio “Grande bebè”. Un amico di mio padre, un giornalista televisivo, quando segnai il mio primo gol in Prima Divisione urlò: ““Gol del Bebote!” Da quel momento tutti, non solo i miei familiari, hanno iniziato a chiamarmi così”.

Sul Mondiale che si appresta a giocare: “È un sogno incredibile. Vorrei che la Coppa del mondo iniziasse domani perché sono molto emozionato. Quando indossi la maglia della Nazionale rappresenti un intero Paese quindi hai una grande responsabilità, ma allo stesso tempo è una cosa bellissima. So che il Messico, con la sua gente, in casa, è molto forte. Sono convinto che sarà un grande Mondiale. Vincerà il Messico e sarò il capocannoniere (ride, ndr)”.

Sulla mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale, Gimenez ha aggiunto: “Non vedere l’Italia mi rattrista molto. Sono affezionato a questo Paese e alla gente. Non ci crederete, ma ho anche il passaporto italiano. Sono sicuro che si riprenderà perché insieme al Brasile è la patria del calcio ed è molto strano non vederla ai Mondiali”.

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Gimenez, messaggio ai tifosi del Milan: le sue parole

Sul rapporto con i tifosi del Milan: “Credo che sia uno degli stadi più importanti della storia del calcio. Ciò che lo rende davvero speciale però è il pubblico. I tifosi del Milan sostengono la squadra dal primo al novantesimo minuto e anche prima e dopo la partita. Poi io tifo il Milan da quando ero bambino e trovarmi a giocare in quello stadio che potevo vedere solo in televisione, significa molto per me. I tifosi mi hanno accolto con tanto affetto e, nonostante non abbia reso ancora come avrei voluto, continuano a spingermi e fidarsi di me. Come una famiglia”.

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