C’è un’alta marea che i tifosi della Juventus aspettano da settimane, non è quella cantata da Antonello Venditti, ma quella di un mercato che, dopo una lunga fase di apparente immobilità, ha finalmente cominciato a muoversi. Il livello, però, deve salire ancora.
Gli arrivi di Randal Kolo Muani e Kerim Alajbegovic hanno restituito entusiasmo a un ambiente che chiedeva segnali concreti, considerando anche Zeki Çelik, ufficializzato a luglio con un contratto fino al 2029, i nuovi innesti diventano tre, quattro con Ekhator, non sono pochi, ma non possono essere sufficienti per considerare conclusa la ricostruzione.
A meno di due settimane dall’inizio del campionato, la Juventus presenta ancora tre esigenze evidenti: un altro attaccante, un centrocampista capace di governare ritmo e possesso e, soprattutto, un portiere sul quale costruire il futuro.

Quattro acquisti, ma anche tre caselle da completare
Il ritorno di Kolo Muani consegna a Luciano Spalletti un attaccante rapido, aggressivo e capace di muoversi su tutto il fronte offensivo, Alajbegovic porta talento, imprevedibilità e prospettiva, mentre Çelik aggiunge esperienza e affidabilità alla fascia destra.
Il mercato in entrata, dunque, ha prodotto risultati, tuttavia, la rosa continua a trasmettere la sensazione di un progetto non ancora completo.
In attacco manca un elemento con caratteristiche complementari rispetto agli uomini già presenti. Joshua Zirkzee rimane un profilo particolarmente interessante per la sua capacità di arretrare, dialogare con i compagni e favorire gli inserimenti, il suo eventuale arrivo, però, dipende dalle uscite e in particolare dal futuro di Jonathan David, accostato a Psg e Aston Villa ma in una situazione delicata.
A centrocampo servirebbe invece un calciatore in grado di stabilire i tempi della manovra, la Juventus dispone di giocatori dinamici e fisici, ma continua a mancare un regista capace di ricevere sotto pressione, dare ordine e scegliere quando accelerare o rallentare.
La priorità più evidente resta comunque la porta, anche le ultime ricostruzioni di mercato indicano la ricerca di un nuovo numero uno come uno dei punti principali dell’agenda bianconera. Il dossier Zion Suzuki, sospeso tra Parma, Paris Saint-Germain e possibile prestito alla Juventus, dimostra quanto il club consideri strategico intervenire nel ruolo, ci sono tanti nomi che sono stati accostati alla Juventus, da Vicario, a Trobin passando per Atubolu, ma al momento non è arrivato nessuno e Di Gregorio ormai ha perso la via.
Contro l’Inter è emerso il divario
L’amichevole di Perth, terminata 2-1 per l’Inter, ha offerto indicazioni poco rassicuranti ma utili. I nerazzurri si sono dimostrati più organizzati, più sicuri nelle distanze e maggiormente preparati nella gestione dei momenti della partita, le reti di Dimarco e Diouf hanno premiato la superiorità dell’Inter per una parte consistente dell’incontro. La Juventus ha reagito soltanto nel finale, trovando il gol con Francisco Conceição e costruendo i presupposti per rimettere in discussione il risultato. Nel finale c’era un evidente calcio di rigore per un contatto in area tra Kolo Muani e Bovio, non concesso dall’arbitro, ma su questo siamo abituati, anche se vale la pena dirlo.
Il risultato ha confermato l’esistenza di una distanza tra le due squadre, l’Inter, già dotata di una struttura riconoscibile, sembra avere certezze che la Juventus sta ancora cercando, la formazione di Spalletti alterna momenti promettenti a passaggi a vuoto troppo evidenti, soprattutto contro avversari capaci di sfruttare rapidamente ogni errore.
La rabbia dei tifosi e quella partita ancora aperta
La reazione dei tifosi juventini è stata comprensibilmente dura per una sconfitta anche se solo in amichevole, perdere contro l’Inter, anche in un’amichevole estiva, non viene mai accolto con leggerezza. Alla delusione per la prestazione, soprattutto nell’atteggiamento, si è aggiunto il malumore per alcune decisioni arbitrali.
La sensazione di una parte dell’ambiente è che, con maggiore attenzione nelle due aree e una valutazione differente dell’episodio su Kolo Muani, la Juventus avrebbe potuto completare la rimonta, andando a modificare anche il senso delle critiche. Questo non deve però trasformarsi in un alibi. L’episodio contestato esiste e può avere inciso sul finale, ma non cancella quanto accaduto nella parte precedente dell’incontro, la Juve ha permesso all’Inter di costruire un doppio vantaggio e ha cominciato a giocare con continuità soltanto quando la partita sembrava ormai indirizzata. La protesta arbitrale può spiegare una parte della frustrazione, non la differenza complessiva emersa dal campo, cosa su cui lavorare per il futuro.
Una sconfitta utile, se affrontata senza nascondersi
In fondo, può andare bene anche così. Non perché perdere contro l’Inter sia accettabile o perché i problemi debbano essere ridimensionati, ma perché una sconfitta in agosto può diventare più utile di una vittoria capace di creare illusioni il rischio peggiore sarebbe mettere la polvere sotto il tappeto, attribuendo tutto alla preparazione, agli esperimenti o a un singolo episodio arbitrale. La partita di Perth ha mostrato difetti reali: la costruzione non sempre fluida, la mancanza di controllo a centrocampo, alcune incertezze difensive e una fase offensiva ancora troppo dipendente dalle iniziative individuali, oltre ad un portiere inesistente.
Spalletti dispone ora di materiale concreto sul quale lavorare. Anche la società ha ricevuto un messaggio chiaro: questa rosa ha bisogno di ulteriori interventi per affrontare il campionato con ambizioni elevate.
Il tempo comincia a stringere
Il mercato chiuderà più avanti, ma la Serie A inizierà tra meno di due settimane, gli eventuali nuovi acquisti avranno bisogno di conoscere i compagni, assimilare le richieste dell’allenatore e raggiungere una condizione adeguata. Per questo la Juventus non può aspettare gli ultimi giorni per completare ogni operazione, servono equilibrio e attenzione ai conti, ma anche la consapevolezza che alcuni ruoli non possono rimanere scoperti.
Tre colpi, con Ekhator quattro sono arrivati. Altri tre innesti, uno per reparto, potrebbero cambiare il livello della squadra: un portiere affidabile, un centrocampista in grado di dettare i tempi e un attaccante capace di ampliare le soluzioni, poi se arriverà anche Lucumi, meglio, anche se non ha molto senso spendere ora per un giocatore libero a giugno 2027.
L’alta marea del mercato bianconero ha cominciato a salire, adesso deve farlo più velocemente, prima che inizi il campionato e che i punti in palio rendano molto più costoso ogni difetto lasciato irrisolto.