Malagò: “Ecco perché ho scelto di essere commissario”

Giovanni Malagò ha parlato all’uscita del CONI dopo la nomina a commissario della FIGC. Queste le sue parole ai giornalisti presenti. 

Si sente di dire che ha vinto qualcuno o che ci sono stati degli sconfitti: “Chiunque ha seguito la vicenda può dare un giudizio se c’è uno sconfitto o un vincitore, ma magari non ci sono né sconfitti né vincitori“. Si sente più tranquillo? Ora la politica non entrerà più nelle questioni sportive: “Mi sento tranquillo, penso ci siano stati dei ragionamenti di buonsenso. Perché solo di buonsenso stiamo parlando“. Ha vinto l’autonomia dello sport sulla politica: “Non penso, penso sia una vittoria del buonsenso e della logica delle cose“.

Giovanni Malagò, commissario
Giovanni Malagò, commissario

 

Il rapporto con Buonfiglio

Così Malagò sulle incomprensioni con Buonfiglio: “Incomprensioni mi sembra un termine affettuosamente eufemistico. Ho ricevuto ieri una telefonata da Buonfiglio, mentre ero a Bologna, mi ha chiesto di incontrarci oggi prima della giunta e ho dato disponibilità. C’è stata una proposta in questo senso che mi sento di condividere in pieno, tutti i colleghi di giunta hanno confermato, è stato un oggetto molto dibattuto in passato chi può e chi non può votare ma su questo non c’è stata alcuna problematica e poi sono andato anche in consiglio nazionale. L’ho fatto per amore dello sport, del Coni e per i miei colleghi di giunta, per evitare spaccature e imbarazzo. Per molti sarebbe stato complesso, ho da subito manifestato la disponibilità di prendere in considerazione l’ipotesi commissario“.

Ancora Malagò

Un Malagò rinforzato: “Mi sento più responsabilizzato, ritrovarsi commissario senza nessun tipo di vice, con un mandato molto chiaro… Ora andrò in ufficio, guarderemo l’agenda. Oggi siamo al 6 ottobre, servono minimo 60 giorni per indire le elezioni, quindi andremmo al 7 dicembre che potrebbe essere ponte. Mi dicono che i calciatori possano venire solo il lunedì per votare, quindi mi sento di dire che la data è il 14 dicembre, si andrà alle elezioni senza perdere tempo. Il calcio dalla sua parte? Non so come si possa pensare che non lo sia stato. Ho partecipato a tante assemblee e tutte hanno confermato la piena fiducia, più di così non saprei cosa fare. Candidato unico? Non posso fare una previsione, penso di avere la conferma di quella che è stata una fiducia già avuta“.

In chiusura

Bianchedi tornerà a capo della delegazione: “Me lo ha chiesto anche Buonfiglio. Non penso sia una cosa che possa affrontare il commissario, dovrà farlo il presidente. Il mandato è quello di andare alle elezioni“. Sarà sempre la Serie A a candidarla? “La Serie A avrà il diritto per prima di esprimersi, ma con franchezza dico che non ho parlato con nessuno“. Parlerà con la UEFA? “Domattina andrò a Monaco di Baviera, poi da lì a Berlino, dove avrò un meeting Uefa e dove vedrò Ceferin“.

La Nazionale

Ultimo passaggio su Italia e Italia U21: “Sono molto felice, vedo anche gli italiani che cominciano ad esserlo. Siamo proprio al’inizio di un percorso, ci saranno momenti difficili, sono grato alla categoria dei giornalisti, c’è un grande e progressivo entusiasmo. Non potrà essere sempre così, ma immaginare di essere secondi con discrete speranze di qualificazione dopo il primo tempo col Belgio… poi l’Under 21 qualificata e con buone possibilità di essere alle Olimpiadi, il ritrovato entusiasmo… Ieri c’è stato il 40% di share, 8 milioni di telespettatori, ma quello che mi ha impressionato sono i 4 milioni di italiani che hanno seguito i commenti post. Un plauso a Mancini, a Ranieri, a Baldini…“.

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