È odioso fare la parte del “ve lo avevo detto”. Ma l’acquisto di Diego Moreira ha certificato in tempi brevissimi quanto vi avevo raccontato solo una settimana fa su questo sito e nei giorni a venire su Sportitalia e sul mio canale YouTube: Cardinale ha cambiato rotta, a 360 gradi.
La filosofia pre Cagliari è solo un ricordo: il focus ora è al 100% sul campo e sull’ambizione di tornare, finalmente, il Milan. Insomma, Cardinale ha deciso di fare tutto quello che i tifosi hanno sempre chiesto, a testimonianza che criticarlo genuinamente – nei modi e nei toni corretti – era giusto: ora, però, solo chi cerca il gusto della polemica e non il bene del Milan può continuare a oltranza a farlo. Non ci siamo ricreduti noi: si è ricreduto lui. Ed è un aspetto che fa tutta la differenza del mondo.

Il Milan ha cambiato rotta: i soldi non sono più un problema
Così, mentre tutti raccontavano che “il mercato del Milan è bloccato dalle cessioni” (falso), che “il Milan non spenderà mai certe cifre senza incassare” (falso), che “al massimo faranno qualche prestito” (falso), Cardinale ha sbattuto in faccia la realtà di 50 milioni per uno dei talenti più interessanti in circolazione. E non è finita qui. 10 milioni in più o in meno non sono più un problema. E non lo saranno più.
L’obiettivo di Gerry Cardinale è la competitività
Il Milan resta vigile e guardingo in questa ultima decina di giorni di mercato: sa che il livello è sempre migliorabile e che questa squadra, numericamente completa, ha ancora un gap da colmare con chi è arrivato davanti. Non c’è un tetto prefissato o un budget da rispettare: non è questo il modo di ragionare di Gerry Cardinale. C’è un obiettivo da raggiungere: la competitività. E, per centrarlo, si farà tutto il massimo che il buonsenso permette. Non ci sono acquisti mediatici né ostentazioni né spot: c’è la voglia di recuperare il troppo tempo perso e di trovare una soluzione agli errori commessi.
Difensore, trequartista e il nuovo Milan di Milanello
Il difensore prima ancora del trequartista (non più destro, ma sinistro, riportando Pulisic dall’altra parte): si lavora con determinazione e senza sosta. E allora domani, altro giro, altra corsa a Milanello: dal cielo o no, al momento non è dato ancora saperlo. Ma Gerry sarà ancora nel posto che ama e che è ormai diventato per lui una seconda casa: chiamatelo il Miracolo di Milanello, se volete. Ma se il Milan ha finalmente un proprietario all’altezza è anche merito della magia e della storia che sprigiona il posto che fu di Rivera e Rocco, di Baresi e Sacchi, di Maldini e Ancelotti.