Bello parlare di scudetto, Champions League, Europa e obiettivi ambiziosi. Vi siete chiesti invece chi si salverà? Avete dato uno sguardo alle rose delle squadre che giocheranno per mantenere la Serie A? Fatelo, siete ancora in tempo. Chiaramente c’è da considerare che il mercato è ancora aperto e alcuni scenari potrebbero cambiare. Però, a una prima occhiata, la sensazione è che il livello si sia ulteriormente abbassato e riusciranno a mantenere la categoria le meno peggio.
Fra dubbi, ipotetici undici non presentabili per un torneo impegnativo (almeno sulla carta), una vagonata di stranieri acquistati negli angoli più disparati, c’è da mettersi le mani nei capelli. Chi è più indietro di tutti è il Lecce, mai visto così in difficoltà sul mercato. Obiettivi che sfumano, altri che sono complicati da raggiungere, il povero Eusebio Di Francesco che dovrà ingegnarsi per provare a restare a galla dopo aver salvato la categoria fra enormi difficoltà nelle ultime due giornate dello scorso campionato.
Il tridente Ndri, Guebbels, Pierotti è da brividi. Più in generale, a livello di numeri e propensioni, appare come una squadra con pochi, pochissimi gol nei piedi. Era il problema dello scorso anno che, a oggi, non è stato risolto. Dietro tutto sommato regge, in mezzo al campo solo quantità e pochissima qualità.

Lecce e Frosinone, la salvezza è già una sfida
Tutta da verificare la consistenza del Frosinone che, per restare in A, sta spendendo gran parte del budget messo a disposizione della nuova proprietà americana su stranieri alla prima esperienza in Italia. Alcuni potrebbero essere anche interessanti, sostengono coloro i quali vivono e lavorano con gli algoritmi per la scelta dei calciatori. Mettiamo caso sia così, e va bene. Ma gli altri? Chi segna lì davanti? Siamo davvero sicuri che la difesa sia solida? Alvini chiaramente si augura di sì, ma è un altro allenatore chiamato a un’impresa.
Servirà qualcosa di simile anche a Ivan Juric per salvare il Monza, sia chiaro. Diversi movimenti in entrata, altrettanti in uscita, ma resta una base leggera per la A e senza troppe certezze. A differenza delle altre che giocheranno per lo stesso obiettivo, da qui al 1° settembre proverà a rivoluzionare tutto approfittando dei saldi di fine mercato. I soldi non ci sono, i tempi delle spese folli sono lontanissimi. Urgono calciatori di livello in tutti i reparti.
Cagliari e Genoa sono a rischio e, rispetto alla passata Serie A, non è che siano migliorate poi così molto, anzi. Il Venezia, invece, fra le neopromosse è quella che ha speso di più. Mercato alla Football Manager o modalità carriera a FIFA, scegliete voi. Il portafoglio, però, è bello pieno e il direttore sportivo Filippo Antonelli si è potuto divertire.
Certo, poi sarà il campo a dire se lo avrà investito bene oppure no. Però, a questo giro, la categoria può mantenerla. Anzi, deve mantenerla per ciò che ha speso, altrimenti sarebbe un fallimento clamoroso.
Inter di un altro livello, Roma possibile sorpresa
Fra i primi 10 posti e gli altri 10, dunque, c’è un divario tecnico clamoroso che, fino a questo momento, si è allargato ancor di più. Così come è ampio il divario fra l’Inter e tutte le altre. Dopo Stones e Spence è arrivato in mezzo al campo anche Jones dal Liverpool. Out Frattesi, dentro lui: upgrade, poco da dire. Peraltro, Jones porta caratteristiche che mancavano.
L’Inter è di un altro livello e, di conseguenza, serve capire chi potrà essere la reale competitor. In tal senso, occhio alla Roma perché sta venendo fuori una squadra molto, molto interessante. E, se dovesse prendere un difensore di altissimo livello, potrebbe quasi giocarsela.
Il Milan è Jorge Mendes-centrico. Dipende tutto da lui. Ha fatto spendere 50 milioni per Diego Moreira che, per carità, sarà anche bravo, ma la cifra è totalmente spropositata. Come minimo dovrà piazzare e anche bene Rafael Leao per ricambiare i favori.
Lazio, aspettative basse e un futuro da decifrare
La vera domanda che in tanti si stanno facendo è cosa farà la Lazio in questa stagione. Cosa è diventata appare evidente e, purtroppo, è un qualcosa di lontanissimo dalla sua storia e tradizione.
La sensazione che si avverte da fuori è tremenda, cioè quella di un club che naviga a vista. Con poche idee, alcune confuse, e allenatore e calciatori lasciati soli in balia degli eventi. In molti hanno aspettative basse, bassissime. E forse è meglio partire con questo spirito e poi si vedrà.