Giacomo Raspadori ha deciso di prendere tempo per poi andare all’Atalanta, padronissimo di farlo.
La colpa non è la sua, ma di chi si è fatto portare a spasso per intere settimane. La penso come Claudio Lotito, della serie “non soltanto devo spendere un mucchio di soldi per fare l’operazione, ma anche aspettarlo perché lui decida e si convinca”.
Non entro nel paragone blasfemo (ma chi è, Maradona?) piuttosto faccio fatica a capire come la Roma non accorci i tempi limitandosi a pochi giorni. Se vuoi venire bene, se non vuoi venire amici come prima e ognuno per la strada di competenza.

La volontà di non fare panca all’Atletico
Ci sta che Raspadori non fosse convinto di lasciare l’Atletico Madrid considerandolo un fallimento, ma il vero fallimento sarebbe stato restare lì e riscaldare una panchina accontentandosi di qualche spezzone. Infatti, ha cambiato idea. Ci sta che ci sia stato qualche club dietro (per esempio il Napoli) nella speranza di sbloccare un’operazione in uscita (Lucca) all’interno di un calciomercato che prevede saldo zero, ma anche questa storia avrebbe meritato una riflessione. Se fosse finita così, lui sarebbe tornato a Napoli da dove è andato via perché non aveva molto spazio, e adesso si sarebbe ripresentato dopo aver giocato poco. Sarebbe stato il colmo dei colmi.
Mancato di rispetto alla Roma
Resto dell’idea che chi assiste Raspadori avrebbe dovuto rispettare la Roma dando una risposta rapida, immediata e definitiva senza un balletto mediatico che per certi versi è stato disgustoso. Mi spiace, ma la penso così. E in casa Friedkin hanno pensato che sarebbe stato giusto virare su altri obiettivi: Malen è un signor attaccante, perfetto per il tipo di calcio che propone Gasperini; investire su un talento come Robinio Vaz ci sta, a patto che i riflettori non siano esclusivamente puntati su di lui, l’allenatore ha bisogno di gente pronta per poter in contemporanea svezzare qualche talentino senza mettergli subito addosso la pressione.
Raspadori all’Atalanta
Raspadori ha scelto l’Atalanta perché la Dea ha pagato circa 25 milioni cash senza diritti che possano trasformarsi in obbligo, la certezza che a giugno non tornerà a Madrid e che la famiglia Percassi gli garantirà cinque anni di contratto. Con Palladino potrà decollare, nella speranza che la sua carriera abbia una svolta definitiva e che non venga utilizzato come un pacco postale. Uscendo definitivamente dal dilemma che ha creato anche molta confusione, punta centrale o attaccante esterno: la chiarezza nel ruolo diventa fondamentale per fare in modo che la carriera non prenda una piega diversa. Vale per tutte le cose della vita, se fai il ragioniere non puoi agire da ingegnere e viceversa, per il bene tuo e di quelli che ti seguono con affetto.
Che succede con Lookman?
Adesso ripartirà il balletto Lookman, la mossa della Dea è stata quella di giocare di anticipo per prevenire eventuali mal di pancia del nigeriano al rientro della Coppa d’Africa che spera di alzare al cielo accanto al suo amico-nemico Osimhen. L’Atalanta chiede non meno di 25 milioni, magari non basteranno, vorrebbe rinviare la pratica alla prossima estate malgrado un contratto corto e in scadenza nel 2027. Ma se qualcuno si presentasse con argomenti seri e moneta sonante, il discorso vale a maggior ragione per i club turchi, non verrebbe di sicuro rispedito al mittente.





