Un mercato d’attesa, visione e opportunità per rinforzare la rosa nerazzurra.
La dirigenza dell’Inter, all’inizio di questa sessione di mercato invernale e forte dei risultati ottenuti fino a quel momento, aveva tracciato una linea chiara: nessun intervento d’emergenza per tamponare l’assenza di Dumfries, ma la volontà di cogliere un’occasione vera, capace di aumentare il valore di una squadra oggi guidata da Cristian Chivu, in testa alla classifica di Serie A e ancora pienamente in corsa per presentarsi da testa di serie alla fase a eliminazione diretta della Champions League. Un principio semplice, ma ambizioso: aspettare il momento giusto. Aspettare “il Cancelo”.

L’occasione mancata e un’idea che resta viva
L’opportunità più allettante emersa nelle prime settimane di mercato era stata quella legata a João Cancelo. Un profilo ideale per qualità, duttilità e impatto immediato. Un’idea concreta, poi sfumata quando il portoghese ha scelto di esporsi in prima persona per favorire il ritorno al Barcellona.
Ma se l’occasione è svanita, non è cambiata la filosofia. Il management nerazzurro continua a muoversi lungo quella traiettoria: individuare un profilo che, pur con caratteristiche differenti, possa rappresentare un investimento tecnico prima ancora che economico. Un “Cancelo aperto”, appunto, da tenere monitorato fino a quando le condizioni non diventeranno favorevoli.
Perisic, suggestione e funzionalità
In quest’ottica, il nome di Ivan Perisic resta una suggestione forte. Non solo per il legame mai reciso con l’Inter, ma per ciò che il croato garantirebbe sul piano tattico: esperienza, affidabilità, intensità. Esattamente quel tipo di esterno offensivo capace di adattarsi al centrocampo a cinque, restituendo imprevedibilità e continuità alla manovra nerazzurra.
Un aspetto tutt’altro che secondario in un momento in cui, senza Dumfries, il gioco dell’Inter tende inevitabilmente a svilupparsi con maggiore insistenza sulla corsia mancina.
Frattesi, Ndoye, Singo e il mercato degli incastri
Le attenzioni su Davide Frattesi aprono scenari interessanti anche in ottica di possibili scambi. Ndoye è un vecchio pallino dell’Inter, già seguito due estati fa prima dell’approdo dello svizzero al Nottingham Forest in Premier League. Al momento non esistono spiragli concreti per un’operazione incrociata, ma il tentativo testimonia la volontà del club di restare vigile su profili funzionali al progetto.
Più mediatico che reale, invece, l’accostamento di Frattesi al Galatasaray. Eppure, proprio in Turchia gioca un calciatore che l’Inter segue da anni, sin dai tempi in cui Singo si metteva in luce con la maglia del Torino. Un esterno dalle caratteristiche opposte rispetto a Perisic e Ndoye, più difensive, ma capace di offrire un valore aggiunto immediato grazie alla sua versatilità.
Difesa, gerarchie e possibili uscite
Con Chivu che ha scelto Akanji come perno della difesa a tre e con Bisseck ormai titolare stabile, l’eventuale inserimento di un nuovo esterno “ibrido” potrebbe avere effetti a catena. In particolare, potrebbe aprire scenari in uscita per chi, come De Vrij, cerca spazio e continuità per rientrare nel giro della nazionale in vista del Mondiale, oggi resi complicati da una concorrenza interna sempre più serrata.
Un’attesa strategica
Il mercato dell’Inter è un mercato di pazienza, incastri e visione. Non una corsa contro il tempo, ma una caccia all’occasione giusta. Alla ricerca di quel “Cancelo” che non sempre si presenta con lo stesso nome, ma che può fare la differenza nel momento decisivo della stagione. E quando si gioca su più fronti, saper aspettare può essere il primo vero colpo.






