Lewis Hamilton rompe il silenzio con parole che fanno venire i brividi, un messaggio potente che va oltre la Formula 1.
Lewis Hamilton non è soltanto un campione di Formula Uno, infatti nel corso della sua carriera ha dimostrato più volte di essere una voce influente anche fuori dalla pista. Da quando ha iniziato la sua nuova avventura con la Ferrari, ogni sua dichiarazione viene pesata, analizzata, discussa. Però stavolta il sette volte campione del mondo è andato oltre il motorsport, scegliendo di esporsi su un tema che negli Stati Uniti ha acceso un dibattito accesissimo.

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Hamilton era presente sugli spalti dello stadio di Santa Clara per assistere al Super Bowl, l’evento sportivo più seguito d’America, capace di catalizzare davanti alla NBC oltre 130 milioni di telespettatori. Come da tradizione, al centro dell’attenzione non c’è stata soltanto la finalissima della lega di football americano, ma anche il celebre halftime show, lo spettacolo dell’intervallo che ogni anno divide l’opinione pubblica tra entusiasmi e critiche feroci.
Hamilton rompe il silenzio
L’edizione 2026 non ha fatto eccezione. Sul palco è salito Bad Bunny, superstar portoricana, che ha scelto di trasformare la propria esibizione in un messaggio dal forte valore simbolico. Durante lo show ha pronunciato i nomi di tutti gli Stati americani, aggiungendo anche il Canada, accompagnando il tutto con una frase che è rimbalzata ovunque: “Assieme siamo l’America, l’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”. Una dichiarazione proiettata sugli schermi dello stadio e destinata a far discutere.
Tra le reazioni più dure c’è stata quella del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sui social ha definito l’esibizione “assolutamente terribile, lo show più brutto di sempre. Uno schiaffo in faccia all’America”, criticando apertamente anche l’uso della lingua spagnola durante la performance. Parole che hanno immediatamente acceso la polemica e diviso il pubblico.

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È qui che entra in scena Hamilton. Senza ombra di dubbio consapevole del peso delle sue parole, il pilota della Ferrari ha scelto di rispondere pubblicamente, prendendo posizione in modo netto. “È stato uno dei più importanti halftime show della storia. In un mondo e in un paese guidati da persone il cui unico obiettivo è di incoraggiare le divisioni, abbiamo assistito allo spettacolo di un artista che ha manifestato un messaggio di unione. E questo mi dà la pelle d’oca”, ha dichiarato.
Il campione britannico ha poi aggiunto parole di grande rispetto nei confronti dell’artista portoricano: “Ho il più grande rispetto per Benito e per il suo show. È stato uno spettacolo che non riguardava solo lui, ma la gente. Mi ha ispirato. Non parlo spagnolo, ma il suo messaggio di unione ha risuonato in maniera profonda”. Un passaggio particolarmente toccante riguarda le sue origini familiari: “Vedere la bandiera di Grenada mi ha fatto immediatamente sentire connesso, la mia famiglia è originaria di lì. I Caraibi sono casa. E come ha detto, l’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”.
Parole che hanno fatto il giro del mondo e che hanno lasciato senza parole non solo i tifosi Ferrari, ma l’intero ambiente sportivo. Hamilton, ancora una volta, ha dimostrato di non avere paura di esporsi su temi delicati. E se in pista è abituato a prendersi rischi calcolati, fuori lo fa per convinzione. Perché, come ha sottolineato lui stesso, lo sport può anche essere un veicolo di unione. E questo, senza ombra di dubbio, è un messaggio che va ben oltre qualsiasi bandiera a scacchi.