Dopo 44 anni in panchina, Luigi Fresco lascia il ruolo di allenatore della Virtus Verona. La squadra passa al vice Tommaso Chiecchi, mentre lo storico tecnico resterà in società con un nuovo incarico dirigenziale.
Dopo oltre quattro decenni alla guida della stessa squadra, Luigi Fresco ha deciso di fare un passo indietro. Lo storico allenatore della Virtus Verona ha annunciato che da domenica non sarà più il primo tecnico della squadra. Al suo posto siederà in panchina il vice Tommaso Chiecchi, mentre Fresco resterà all’interno della società con un ruolo dirigenziale.

Fresco e la scelta sofferta
Una scelta sofferta ma pensata per il bene del club, che sta attraversando un momento difficile in campionato. “Il mio amore per la Virtus batte ogni record. Resterò in società, faccio solo un passo indietro”, ha spiegato Fresco, simbolo assoluto della squadra veronese.
La decisione arriva in un momento complicato della stagione: la Virtus Verona è terzultima con 21 punti e la salvezza appare tutt’altro che semplice. “Qualunque allenatore sarebbe stato esonerato. Abbiamo fatto davvero fatica ultimamente e serve una scossa. Spero che il cambio ci porti alla salvezza”, ha ammesso Fresco con grande onestà.
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Il Ferguson italiano
Allenatore, presidente e anima del progetto, Fresco era alla guida della Virtus Verona da 44 anni. Un record quasi unico nel calcio italiano, tanto da valergli negli anni il soprannome di “Ferguson d’Italia”, in riferimento alla lunghissima esperienza di Alex Ferguson al Manchester United.
Nonostante l’addio alla panchina, il suo legame con la società resta indissolubile. “Pur di non far retrocedere la mia squadra andrei a Palermo a piedi. Se non sono frasi da innamorato queste…”. Fresco continuerà infatti a lavorare nel club come manager, mantenendo un ruolo attivo nella vita quotidiana della società.
“Cambierò ruolo. Sono 45 anni che sono in panchina e non mi sono mai fermato. È un rallentamento, non una vacanza”, ha spiegato. E sul possibile ritorno in panchina non chiude la porta: “Avevo detto che avrei voluto arrivare a 50 anni, ma non ho mai detto consecutivi. Magari a luglio potrei tornare ad allenare. Nella vita mai dire mai”.
Chiecchi, successore di Fresco alla Virtus Verona
Grande fiducia, invece, nel suo successore. “Chiecchi è un ragazzo bravo, competente e molto appassionato. Ha vent’anni meno di me e ha quelle energie che io avevo un po’ perso”. Una scelta che ricorda anche le parole di Jürgen Klopp: “Non siamo eterni, ogni tanto staccare serve”.
Ripensando alla sua lunghissima avventura alla Virtus Verona, Fresco individua i momenti più emozionanti: “Le due promozioni in Serie C. La prima a Foligno nel 2013, la seconda in casa cinque anni dopo con lo stadio pieno. Momenti indimenticabili”.
E tra i ricordi personali spunta anche un nome speciale: Roberto Baggio. “Abbiamo fatto insieme il corso allenatori a Coverciano. Roby è una persona fantastica. Ascoltavamo sempre Bruce Springsteen e parlavamo di tutto tranne che di calcio”. Un’aneddoto che racconta bene lo spirito di un uomo che, dopo 44 anni, resta il cuore pulsante della Virtus Verona.