L’Italia ritrova entusiasmo per la Formula 1 grazie al trionfo di Antonelli e a una Ferrari finalmente competitiva: cresce l’attesa per Suzuka, tra sogni Mondiali, gerarchie da definire e una Mercedes che resta il punto di riferimento.
L’Italia si è (ri)scoperta, dopo il fine settimana in Cina, affamata di Formula 1. Sarà che dopo vent’anni un nostro pilota è tornato sul gradino più alto del podio, sarà che dopo stagioni perlomeno tribolate la Ferrari sembra aver calato sul tavolo un progetto tecnico credibile.
Fatto sta, in questi giorni tutti o quasi contano quelli che ci separano dal prossimo Gran Premio del Giappone, a fine marzo e sul circuito mai banale di Suzuka. Nell’attesa e con la speranza di rafforzare un ottimismo coinvolgente.

Kimi Antonelli protagonista assoluto del weekend
Kimi Antonelli, evidentemente, in copertina, e non solo per il week end perfetto messo in archivio a Shanghai, ma perché il quasi ventenne bolognese sta cominciando a sfogliare i petali del suo talento, si ritrova tra le mani una vettura velocissima e alle spalle un team che lo protegge come una famiglia.
Fino a quando la FIA non scioglierà le riserve sul discusso rapporto di compressione della W17 la monoposto Mercedes rischia di essere inarrivabile per tutti, e considerare Kimi solo una seconda guida, dietro Russell e nelle gerarchie interne al team di Toto Wolff, almeno oggi sembra poter essere un errore.
Il britannico è regolare, ordinato e sufficientemente veloce, Wolff e i suoi lo coltivano sin da giovanissimo e il feeling interno con la squadra appare decisamente consolidato. Tuttavia, la prima vittoria di Antonelli sembra aver lasciato una magia diversa e collettiva all’interno del box tedesco. Kimi può giocarsi il Mondiale, o perlomeno può credere seriamente di farlo, se non farà calare, nelle prossime gare, questo entusiasmo misto a convinzione arrivando alla sosta, in virtù della cancellazione dei GP di Arabia Saudita e Bahrein, davanti a tutti o a ridosso della testa di questo campionato.
La situazione in casa Ferrari
Dopo le prime due uscite stagionali Ferrari si è attestata, evidentemente, come unica e valida alternativa all’egemonia Mercedes. La SF-26 è la monoposto che parte meglio, e sul passo gara i tecnici di Maranello possono ancora lavorare per ridurre il gap con chi è oggi il più veloce dello schieramento.
Finalmente Hamilton e Leclerc hanno per le mani un ferro in grado di esaltare e non solo far soffrire. In questo senso, il rendimento in pista e nei numeri dei due piloti, sin qui, è stato praticamente speculare, con un terzo posto ciascuno ed entrambi a podio nella Sprint cinese, tuttavia la storia della Formula 1 ci insegna che per lottare per un Mondiale, specie quando non si parte da favoriti, occorre ottimizzare le risorse e stabilire delle gerarchie per evitare di perdere per strada punti pesanti. In Ferrari lo sanno e sanno bene di avere due campioni poco inclini a scivolare in secondo piano, ecco perché occorre fare chiarezza per tempo e con l’imperativo di prevenire possibili inconvenienti lungo il percorso.