Gravina e una conferenza surreale post Bosnia-Italia

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, si è presentato in sala stampa dopo Bosnia-Italia. Ma ne è uscita una conferenza paradossale, quasi surreale.

Dopo la disastrata eliminazione dell’Italia dai playoff Mondiali per mano della Bosnia-Erzegovina, Gabriele Gravina – presidente della FIGC – si è presentato in sala stampa dopo Bosnia-Italia. Ma ne è uscita una conferenza paradossale, quasi surreale. Dichiarazioni secondarie per provare ad evitare quelli che sono i reali problemi del calcio in Italia.

Italia, Gabriele Gravina
Italia, Gabriele Gravina

Gravina, cosa ha detto in conferenza

Il numero uno della federazione si presenta in conferenza stampa ed esordisce così: “Lo stato d’animo è piuttosto evidente, soprattutto per come è maturato questo risultato. Permettetemi di fare i complimenti ai ragazzi: in questi mesi hanno avuto una crescita incredibile. Molti di voi non hanno potuto apprezzare il clima e l’atmosfera creati all’interno del gruppo”.

Si arriva poi alla parte che più interessava: “Per la parte politica c’è una sede deputata a fare le valutazioni, cioè il Consiglio Federale. Ho già deciso di convocarlo per la settimana prossima, ci saranno valutazioni fatte all’interno. Capisco l’esercizio della richiesta di dimissioni a piè sospinto, ma c’è una sede adatta per fare le valutazioni”. 

Gravina e una conferenza surreale

Il presidente sottolinea soprattutto l’unità dello spogliatoio e il lavoro svolto dal commissario tecnico Gennaro Gattuso: “Volevamo dare una gioia ai nostri tifosi, voglio fare i complimenti a Rino Gattuso. È un grande allenatore. Gli ho chiesto di rimanere, lui e Gianluigi Buffon, alla guida tecnica di questi ragazzi”.

Mi sono sempre assunto le mie responsabilità, ma ci sono decisioni che non vanno a intaccare il grande lavoro e dignità di chi in questi mesi ha profuso energie. Gli arbitri è un tema internazionale, noi abbiamo avuto tre occasioni limpidissime e non siamo riusciti, anche in dieci, a chiudere la partita. Questo fa la differenza”. 

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