FA Cup, il Manchester City vince 1-0 sul Chelsea grazie alla magia di Semenyo. 20° e ultimo titolo di Guardiola in Inghilterra?

Una finale bloccata, una giocata geniale e l’ennesimo trofeo dell’era Guardiola. Il Manchester City conquista la FA Cup grazie al lampo di Semenyo, mentre il Chelsea incassa l’ennesima delusione a Wembley e chiude una stagione amara senza titoli.

Certe finali non si vincono soltanto con schemi, possesso e statistiche. Si vincono con un lampo, con quell’istante imprevedibile che trasforma una partita bloccata in una storia da ricordare. La FA Cup di 2025/26 tra Manchester City e Chelsea si è decisa così: con un colpo di tacco che ha congelato il tempo e acceso Wembley.

Antoine Semenyo ha scelto il minuto 72 per prendersi la scena e cambiare il destino della finale di Wembley. Un gesto tecnico meraviglioso, certo, ma soprattutto un simbolo: la fotografia perfetta di un Manchester City che ha imparato a dominare anche le partite più tese. Dall’altra parte un Chelsea sempre più vittima di una gestione societaria complicata, ma mai domo. E soprattutto sfortunato, visto che quella di oggi è stata la settima finale consecutiva persa a Wembley tra Coppa di Lega ed FA Cup.

Pep Guardiola, tecnico del Manchester City
Pep Guardiola, tecnico del Manchester City

Semenyo decisivo

L’arrivo al Manchester City di Antoine Semenyo in inverno, dal Bournemouth, era stato accolto con curiosità e qualche scetticismo, complice il prezzo importante, quasi 70 milioni di euro. Oggi, invece, sembra impossibile immaginare la stagione del Manchester City senza di lui. Non tanto per i numeri, quanto per la sensazione che porti sempre con sé qualcosa di imprevedibile.

E in una finale spesso chiusa e nervosa, l’imprevedibilità diventa l’arma più preziosa. E Wembley ha offerto la cornice ideale: metà stadio in festa, metà in silenzio. Da una parte la consapevolezza di essere arrivati al culmine di un percorso vincente, dall’altra la frustrazione di chi vede sfumare l’ultima occasione per salvare una stagione complicata.

La vittoria del Manchester City

Il Manchester City ha giocato la partita che ci si aspettava: controllo del ritmo, pazienza, sicurezza nei momenti di difficoltà. Il Chelsea, invece, ha scelto la prudenza. Una scelta comprensibile, forse, ma che alla lunga ha tolto ossigeno alla sua fantasia.

Per lunghi tratti la gara è sembrata sospesa. Il City teneva il pallone ma non trovava varchi, il Chelsea difendeva con ordine ma senza mai affondare davvero. È in questo equilibrio fragile che si inserisce il valore delle grandi squadre: la capacità di aspettare senza perdere fiducia. Quando la partita si è accesa, lo ha fatto tutta insieme. Prima qualche segnale di crescita nella manovra, poi l’intuizione di Semenyo ha spezzato l’equilibrio.

Quel gol ha avuto un effetto immediato: ha liberato il City e spento le speranze dei Blues. Da quel momento in poi la finale è diventata una lunga attesa del fischio finale, mentre sugli spalti cresceva la consapevolezza di assistere all’ennesimo capitolo di un ciclo straordinario.

I numeri incredibili di Guardiola al Manchester City

Per Pep Guardiola è l’ennesima conferma di un lavoro costruito negli anni, fatto di idee, adattamenti e coraggio. E potrebbe anche essere l’ultimo in Inghilterra. Le voci su un suo addio al City sono sempre più insistenti. Qualcuno lo ha filmato fare un video all’Etihad con tutti i trofei vinti sulla panchina del Manchester.

Oggi è arrivato il 20° da quando è Oltremanica, il 41° in carriera. Il secondo stagionale, dopo la Coppa di Lega. Ora resta l’ultima sfida, contro il suo “alunno” Arteta. Ci sono sei punti in palio e una Premier League in bilico. L’ex tecnico del Barcellona può completare il secondo “Home Treble” della sua carriera: lui è l’unico ad esserci riuscito nel 2018/19 e ora ci riprova, ma servirà un assist dell’Arsenal che deve perdere almeno due punti per consegnargli un nuovo titolo.

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