Meraviglia Sinner. Ora il tennis italiano investa sul futuro e non si specchi soltanto nel presente

L’ultima settimana e gli ultimi Internazionali di Roma hanno cristallizzato, una volta di più, la meravigliosa grandezza di Jannik Sinner.

Il primo italiano cinquant’anni dopo Adriano Panatta campione al Foro Italico, il secondo uomo nella storia del tennis (dopo Novak Djokovic) a vincere tutti e nove i Masters 1000. Sinner arriva al Roland Garros da favorito, e in caso di vittoria anche sulla terra di Parigi non solo metterebbe in bacheca l’unico Slam che gli manca ma “chiuderebbe”, a soli 24 anni, il tennis mondiale vincendo tutti i più importanti trofei del pianeta, Davis compresa ed escluse le Olimpiadi. Una roba del genere, almeno noi e racchetta alla mano, non l’avevamo mai vista, ed allargando la valutazione anche ad altre discipline sono davvero pochissimi gli esempi equiparabili nello sport italiano. Sinner è già, a tutti gli effetti, uno dei più importanti atleti di sempre nella storia del nostro Paese.

Jannik Sinner
Jannik Sinner

Sinner e l’Italia del tennis in crescita

L’Italia cavalca, inevitabilmente, il fenomeno Sinner. Jannik è entrato nelle nostre case e non meno nei bilanci del nostro tennis. Nel 2025, per la prima volta, la FITP è stata la federazione con il fatturato più alto, il tennis e il padel spopolano come non mai nelle nostre città. Abbiamo quattro italiani in Top 20 maschile e una in top 15 femminile, dal 2021 e almeno fino al 2027 le Atp Finals sono e saranno a Torino, dallo scorso anno e sempre fino al 2027 la fase finale della Coppa Davis (che vinciamo da tre anni) sarà a Bologna. Dal 2028 aggiungeremo un torneo Atp 250, sull’erba, a Milano, e Roma continua a rilanciare la propria, ambiziosa, candidatura per diventare il quinto Slam. La nostra migliore generazione, in assoluto e sotto tanti punti di vista, che non solo Sinner ma soprattutto Sinner ha contribuito a creare.

Bisogna valorizzare tutto quello che stiamo vivendo

Tanto di questa rigogliosa primavera tennistica è sintetizzabile nella tenacia, comunicativa, con cui il presidente federale, Angelo Binaghi, si è espresso in merito alla querelle “Derby di Roma vs finale Internazionali”. In questo momento il tennis può permettersi di non avere complessi di inferiorità nei confronti di nessuno, perfino del calcio, ma specchiarsi solo e tanto nel proprio presente sarebbe un errore. Occorre valorizzare tutto quello che stiamo vivendo per far sì che il tennis italiano continui ad essere, ancora per anni, un riferimento assoluto. Investire sui giovani, formare i nostri tecnici, perfezionare la rete infrastrutturale e, non meno, continuare ad incentivare la cultura di una disciplina affamata di crescita e non arrogantemente appagata. Che Jannik Sinner non sia solo il punto più alto, ma bensì quello di partenza del “nuovo” tennis italiano.

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