Perché la Spagna è la favorita assoluta. Si rischia la replica di Maradona. E la Turchia…

Il Mondiale diffuso lo è anche nei favori.

Dovendo ancora scendere in campo tutte le big, vale il sacro principio del pronostico da fare all’inizio e che venga mantenuto vada come vada.

La Spagna davanti a tutte

E per me la favorita assoluta è la Spagna, per mettersi la seconda stella sulla maglia. Può sembrare improbabile la doppietta nell’Europeo, ma considerate che addirittura la Spagna non vince una partita a eliminazione diretta dalla bellezza di 16 anni, ovvero proprio dalla finale di Johannesburg, un digiuno storico secondo solo a quello atavico che vissero dal quarto posto del 1950 al 5-1 negli Ottavi di Messico86 alla Danish Dynamite, con la storica quaterna in rimonta di Butragueno.

È Spagna perché nessuno gioca bene come lei, perché gli unici organici paragonabili sono quelli di Francia e Inghilterra, ma una ha stufato con difesa e contropiede (in attesa di Zidane), e l’altra avrebbe tutto se non fosse che è l’Inghilterra, e Tuchel si è caricato di una incognita con delle esclusioni eccellenti, avendo certo delle spalle larghe per sopportarlo ma non si sa mai.

La Spagna ha tutto, aveva anche una situazione infortunati delicata, ma adesso è in risoluzione, e anzi Lamine dovrebbe saltare la prima partita perché ancora fresco di ritorno dall’assenza, e quindi può prendere la rincorsa. Ovvio, il pronostico è soggetto al recupero completo di Lamine Yamal, altrimenti non si prescinde.

Tuttavia c’è l’alta possibilità che si ripeta la finale degli Europei, dove l’Inghilterra cadde così in piedi, perché oggettivamente davvero solo la Spagna ha in più degli inglesi nel pacchetto totale qualità-gioco-esperienza.

Pur giocando male la Francia ha davvero troppo nella rosa per non veleggiare spiegata fino alla semifinale, che se il pronostico è rispettato dovrebbe essere contro la Spagna nella parte alta, e dopo che la Francia però sia passata da un girone durissimo, un Ottavo con la Germania e un probabile Quarto contro l’Olanda, una delle due sorprese del Mondiale (ma un’Olanda semifinalista agli Europei non sarebbe una sorpresa ai Quarti).

Il rischio della replica storica

La semifinale nella parte bassa invece potrebbe dare una replica storica: Argentina-Inghilterra, ma pur essendo questo Mondiale partito dal Messico dove si giocò la partita della Mano de Dios e della carrera historica di Maradona, stavolta non si tratterebbe dell’Azteca, ma della semifinale comprata dallo sponsor con le bollicine ad Atlanta. Forse per l’Argentina sarebbe un passo lungo senza la fame necessaria degli inglesi, onorando dunque il titolo come da finalisti fecero i croati in Qatar e gli olandesi in Brasile.

E a proposito di Brasile, è vero che il fattore Ancelotti è imponderabile, ma è anche vero che questo è probabilmente il Brasile relativamente agli altri più debole dal 1934. Certe cose non puoi inventartele anche se sei Rey Carletto, e il crocevia sarebbe proprio il Quarto contro l’Inghilterra, il più livellato tra il pragmatismo di Ancelotti e l’integralismo di Tuchel.

Anche se in verità nei Quarti l’attenzione sarebbe tutta per la Guerra dei Mondi.

Dove fareste disputare la Guerra dei Mondi? Proprio Kansas City, esatto (ma quando mai). Perché se rispettano il pronostico nei turni precedenti, l’11 luglio all’Arrowhead Stadium, conosciuto anche come Sea of Red, ci sarà il primo e unico ai Mondiali di calcio Cristiano Ronaldo contro Messi. E lì forse potrebbe esserci l’ultimo sforzo dei campioni in carica contro il Portogallo eterno incompiuto allenato dall’eterno incompiuto Roberto Martinez.

La Turchia possibile sorpresa

Nell’ultimo Quarto contro la Spagna ci sarebbe per me quella che può essere la vera sorpresa: la Turchia di Montella. Ha gioco e singoli, e un calendario favorevole nella fase a eliminazione diretta. Con un Ottavo che potrebbe essere il vero spareggio per stabilire la sorpresa, tra la Turchia e il Belgio, che delude sistematicamente le attese e che stavolta non va direttamente sullo scaffale delle vorrei ma non posso solo perché ad allenarla c’è Rudi Garcia che è uno che sa accendere la scintilla, in una sfida in salsa romanista d’antan contro l’Aeroplanino.

Finale per il Capocannoniere: quasi sempre un outsider, anche se così non è stato nelle ultime 2 edizioni con vincitori due dei favoriti come Harry Kane e Mbappé, ma che nei 40 anni precedenti solo con Ronaldo nel 2002 aveva avuto uno dei grandi attesi a vincere.

Stavolta mi gioco la carta dell’underdog: anche se tenta un Lautaro sicuro come non mai, anche se Harry Kane è giusto che sia il principale indicato, anche se proprio il Belgio con il gruppo ridicolo che si ritrova potrebbe esprimere un sorpresone alla Doku, ma l’outsider più ragionato puntando sull’Olanda ai Quarti è quel Donyell Malen con una schillaciana media realizzativa da gennaio.

A proposito Totò, goditi questo Mondiale dalla tua prospettiva privilegiata, in qualunque notte magica tu adesso ti trovi lassù.

 

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