L’Olimpia Milano conquista il 32° scudetto della sua storia battendo Venezia in gara-4 della finale. La squadra di Peppe Poeta completa uno storico triplete dopo i successi in Supercoppa e Coppa Italia, dominando i playoff con autorità e qualità.
L’Olimpia Milano è campione d’Italia per la 32ª volta nella sua storia. Il successo in gara-4 della finale contro Venezia consegna ai biancorossi uno scudetto meritato, conquistato al termine di playoff dominati con nove vittorie e appena due sconfitte. Dopo la Supercoppa e la Coppa Italia, arriva anche il titolo nazionale, completando uno storico triplete che certifica la forza della squadra e il successo del nuovo corso tecnico.

La svolta Poeta
La stagione dell’Olimpia ha preso una svolta decisiva a fine novembre, quando Peppe Poeta è stato promosso da assistente a capo allenatore al posto di Ettore Messina. Una scelta che si è rivelata vincente. Il tecnico quarantenne ha dato subito un’identità precisa alla squadra, puntando su un basket dinamico, veloce e aggressivo. La sua filosofia si è tradotta in una crescita costante, culminata nei playoff con numeri offensivi impressionanti: oltre 93 punti di media nella serie finale contro Venezia.
La vittoria su Venezia
La serie scudetto è rimasta saldamente nelle mani di Milano nonostante il passo falso in gara-3. Al Taliercio, nell’ultimo atto della stagione, i biancorossi hanno gestito i momenti decisivi con lucidità, respingendo ogni tentativo di rimonta della Reyer. Venezia ha pagato anche le condizioni fisiche non ottimali di Tyler Ennis Cole, limitato da un problema alla caviglia destra che ne ha ridotto l’efficacia nella costruzione del gioco.
I protagonisti
A fare la differenza, ancora una volta, è stata la profondità del roster milanese. Leandro Bolmaro ha confermato tutta la sua importanza nel ruolo di sesto uomo, garantendo energia, intensità e versatilità. Shavon Shields ha offerto la consueta leadership nei momenti più delicati, mentre Armoni Brooks ha messo in mostra il proprio talento offensivo vincendo il premio di MVP. Decisivo anche Marko Guduric, autore di due triple pesantissime quando Venezia aveva provato a riaprire la partita.
L’Olimpia ha dimostrato di poter contare su tante soluzioni diverse e su una mentalità vincente costruita nel corso della stagione. La capacità di alzare il ritmo, correre il campo e distribuire responsabilità offensive ha rappresentato il marchio di fabbrica della gestione Poeta, premiata con il titolo più importante.
Nel finale della sfida del Taliercio non sono mancati momenti di tensione, con il pubblico e la panchina della Reyer infastiditi da alcune esultanze dei giocatori milanesi. Nulla, però, ha potuto rovinare la festa dell’Olimpia.
Milano, è storia
Per Milano è il 32° scudetto della storia, il settimo dell’era Armani e il primo conquistato dopo la scomparsa di Giorgio Armani nel settembre 2025. Un trionfo che chiude una stagione memorabile e apre una nuova era sotto la guida di Peppe Poeta.