Piccole soddisfazioni e tanta noia

Niente di trascendentale, sia chiaro. Perché le operazioni da Juventus sono altre così come la qualità e lo spessore tecnico dei calciatori.

Però considerata la situazione attuale, dove l’aspetto economico è un disastro e bisogna lavorare solamente di fantasia e opportunità, l’ingaggio a zero di Zeki Celik è un piccolo, grande trattato di come si fa mercato anche (e soprattutto) in assenza di grazia.

La Juventus si muove tra opportunità e limiti economici

Frederic Massara si presenta cosi, dando due giri alla Roma. Cioè la sua vecchia squadra fino a qualche mese fa. È stato probabilmente più convincente, perché Celik era atteso in sede a Roma per la firma del rinnovo. Peraltro già pronto e solamente da firmare.

È andata diversamente e in queste situazioni c’è chi vince e ne esce bene e chi perde e, al contrario, finisce scottato da una storia di mercato che tuttavia evidenzia due aspetti.

Per la Juventus nulla di nuovo, perché pur bella nell’insieme la trattativa flash e il conseguente ingaggio a zero di Celik è l’ennesimo indizio di come il club possa muoversi solamente su calciatori di seconda e terza fascia, qualche svincolato da usato sicuro e idee da portare avanti dando uno sguardo solo ed esclusivamente all’aspetto economico e solamente dopo a quello tecnico.

La Roma invece è lenta, lentissima. Va a due all’ora, ed è ciò che detesta Gian Piero Gasperini e un direttore interventista come Tony D’Amico. Ma tant’è, bisogna adeguarsi alla realtà.

Il mercato è ancora parecchio lungo ma da un club che partecipa alla Champions League e ha dichiarato di voler alzare il livello era lecito attendersi di più anche come tempistiche.

Il mercato italiano tra immobilismo e difficoltà strutturali

È in buona compagnia perché in Italia si viaggia a ritmi da sonno.

A metà sessione, guardando anche a quelle precedenti, è complicato trovare una campagna acquisti così povera di contenuti, idee, soldi e movimenti.

Si può tirare fuori il Mondiale e la solita storiella di come possa influire. Ma sarebbe come nascondersi dietro un dito per evitare di guardare in faccia alla realtà.

In Italia infatti le società virtuose sono pochissime, tutte le altre il mercato lo subiscono e non lo fanno.

Alcuni proprietari e fondi d’investimento stanno rivedendo verso il basso i propri budget, la classe dirigente è mediamente livellata verso il basso.

Un esempio? Non sa vendere più nessuno. E la capacità dei manager applicati al calcio si vede proprio in questo fondamentale.

Facile acquistare, molto più complesso vendere.

E infatti la maggior parte dei club si ritrova in squadra gente totalmente fuori dai rispettivi progetti, solite facce che tornano dopo prestiti fallimentari e altre criticità varie.

Le eccezioni che fanno la differenza: Como, Atalanta e Fiorentina

In un contesto del genere c’è chi si salva.

A Como fino a quando ci sarà la famiglia Hartono ci sarà da divertirsi e si potrà spendere e spandere, però con raziocinio e investendo bene.

L’Atalanta si conferma un’eccellenza, nei modi e anche nella comunicazione.

Ed il progetto Sarri – Giuntoli appare intrigante, seppur con qualche rischio iniziale da mettere in preventivo, visto che comunque è cambiato il mondo calcisticamente parlando dopo più di 10 anni di calcio Gasperiniano.

A Firenze chi si sta divertendo da pazzi è Fabio Paratici.

La proprietà gli ha affidato carta bianca e un budget da fare invidia. Lo sta spendendo tutto, forse sforerà anche andando avanti di questo passo.

Si porta a casa anche Il centrocampista Christ Inao Oulaï dopo una trattativa complicatissima e le solite smentite sbugiardate poi dai fatti.

Un grande classico del modus operandi di Paratici (oltre a una comunicazione unidirezionale) che negherebbe tutto anche nel momento in cui un calciatore sta per entrate al Viola Park per la firma. E servirebbe più rispetto per tutti i colleghi.

Con Oulai ha piazzato un bel colpo, va detto: per qualità e prospettive è un acquisto interessante e di prospettiva, poi chiaramente sarà sempre il campo a dare il suo giudizio.

Ma a oggi la Fiorentina è probabilmente la squadra più interessante e affascinante rispetto a tutte le altre.

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