Il caso Catania è esploso ma alla fine quasi nessuno ci ha capito nulla.
Senza entrare nei meccanismi federali e di Lega, proviamo a capire chi ha sbagliato e dove sono nati gli inghippi.

Le colpe del Catania e gli errori da non commettere
Premessa: i tifosi in piazza per un “errore” del genere è un tantino esagerato. In piazza si va se stai retrocedendo, vedi il Bari dalla B alla C, se la squadra sta fallendo (a Catania è già successo) ma non se ti manca una fideiussione integrativa per tesserare i giocatori che hai appena preso, una settimana prima e non una settimana dopo. Sarebbe stato curioso capire in quanti presenti al corteo sapessero realmente cosa fosse successo.
Le colpe della società sono evidenti per varie ragioni: non bisogna arrivare all’ultimo momento, non devi spendere 40 milioni in 3 anni senza raggiungere mezzo obiettivo, non devi pavoneggiarti dei lavori a Torre del Grifo se poi li interrompi per mancanza di liquidità. Tutti errori che un grande club che vuole tornare in serie A quanto prima non può e non deve commettere. Come la gestione pessima degli allenatori della scorsa stagione.
Al netto di tutto questo, però, mettiamoci nei panni delle proprietà straniere. Se vogliamo gli americani, francesi, inglesi e australiani perché hanno il cash poi non lamentiamoci se gli stessi vanno in confusione perché le regole del calcio italiano sono tutte complesse.
Il caos delle fideiussioni e le difficoltà operative
La famosa fideiussione il Catania la doveva presentare entro il 10 agosto, secondo slot disponibile per coprire tutti gli extra contratto dei calciatori appena presi. Dentro, ricordiamo, ci finiscono anche i contratti dei vari componenti dello staff tecnico. La prime fideiussione è di 350 mila euro ma serve a coprire solo un milione di euro di costo azienda dei tesserati, allenatori e calciatori.
A Catania, tradotto, con un milione costo azienda non ci fai nulla perché negli anni ha buttato una marea di soldi con ingaggi folli a gente scarsa che superano i 100 mila netti e spesso sfiorano i 200 netti. Qui, però, entri nel caos fideiussione. Quella integrativa la devi presentare entro il 10 agosto. Poi hai un altro slot entro il 10 settembre.
In Italia, però bisogna spiegarlo agli stranieri, ad Agosto chiude tutto il Paese quindi se chiami gli uffici bancari o assicurativi ti dicono riapriamo a settembre. Già questo è un problema e le fideiussioni integrative al 10 agosto diventano quasi impossibili. Se sei fortunato se ne parla alla fine del mese per il 10 settembre.
L’alternativa è che anticipi i pagamenti degli stipendi di luglio ed agosto e paghi acconti o totalmente gli stipendi cosi il monte ingaggi scende e inizi a tesserare qualche calciatore, non tutti. Una scorciatoia, non la soluzione.
In questo caso Catania mi sembra di capire che il problema non fosse la liquidità ma la gestione dell’operatività. Tutti i torti non li hanno.
Cosa dovrebbe cambiare la Lega
Una cosa che la Lega dovrebbe abolire è che nella fideiussione finiscano anche i premi: anche qui devo spiegarmi. Se prendi un calciatore è gli dai 100 k ma poi gli metti i premi, seppur non facilmente raggiungibili, questi finiscono nella fideiussione. Probabilmente mai il calciatore raggiungerà quel premio ma intanto ti fa cumulo. Non finiscono in fideiussione i premi come gol, porta inviolata e promozione. Tutti gli altri si.
Questa cosa andrebbe rivista. Va bene tutelare gli stipendi ma i bonus premi che fanno cumulo in fideiussione è un tantino esagerato. La battaglia della Lega di C su rosa massimo di 23 e salary cup sono battaglie giuste. Così come anche la fideiussione più quella integrativa.
Vanno cambiate giusto un paio di cose per rendere i club più operativi e per evitare che una società che spende 40 milioni in 3 anni si ritrovi con migliaia di tifosi in piazza a protestare per il caldo e per l’Etna che erutta.