Vi racconto la storia di Rino e Gigi: i padroni della serie A

Si sono conosciuti in Scozia quando erano ragazzini, giocavano a calcio e avevano un sogno: diventare grandi. Si erano fatti una promessa poco più che bambini. Sempre insieme. Ed è stato così.

Intanto, dopo la Scozia, la carriera inizia e va avanti. Uno diventa Campione del Mondo, Rino Gattuso, l’altro gioca anche in serie A, fa molta serie B tra Sassuolo e Piacenza. Gattuso era grinta e quantità. Riccio era qualità e cervello del centrocampo.

Uno diventa miliardario, l’altro fa una buona carriera ma i due non si perdono mai di vista. Amici per la pelle, con quella promessa fatta da ragazzini in Scozia. Uno arrivava dalla Calabria e l’altro da Napoli. Due ragazzi d’oro e lo capisci dagli anni che seguono.

Gattuso vince tutto e potrebbe dimenticarsi di quell’amico conosciuto da bambino che nel frattempo gioca in stadi “di serie B”. Si sono sentiti costantemente e studiavano da pazzi anche da calciatori. Si erano fatti anche un’altra promessa: a fine carriera faremo gli allenatori insieme. Gattuso da primo, Riccio da secondo. I caratteri sono complementari. Da calciatori ma anche da allenatori.

Gattuso e Riccio, un’amicizia che supera le difficoltà

Le carriere finiscono e quella di Gattuso finisce nel peggiore dei modi. Una malattia agli occhi che lo obbliga a iniziare quanto prima la carriera da allenatore. Gattuso, da milanista, prende la casa a Gallarate e sapete dove la prende anche Gigi? A Gallarate. Per stare vicini. L’amicizia nel calcio non esiste…. ops. Esiste e questa fotografia è la più bella.

Rino deve andare quasi tutti i giorni a Bologna per curare la malattia agli occhi. Da Gallarate a Milano Centrale non ci va con gli autisti. Ci va con l’amico fraterno Gigi. Gattuso inizia a fare l’imprenditore nel mondo della ristorazione e dietro le quinte c’è sempre Gigi con lui.

Quando vai nel ristorante di Gattuso a Gallarate ci sono delle scale che ti portano in un seminterrato. Tu pensi, ok andiamo a vedere la cantina? No. C’è una sala da cena bunker. Non prende il telefono, tanti mattoncini, un tavolo da 8 e una tv gigante. Gli amici del calcio di Rino vanno tutti lì. Alla sua destra il posto è sempre occupato. C’è Gigi. Uomo vero e allenatore fantastico con idee pazzesche.

Rino e Gigi, due allenatori complementari

Senza squadra vedevano tutte le partite del mondo. Studiosi e malati. Chi pensa che Gattuso sia solo “vai vai vai forza forza forza” non conosce il personaggio. Gigi è la mente tattica. Uno che parla poco ma è l’anima gemella di Rino. Gigi senza Rino non avrebbe avuto la forza di fare carriera. Rino senza Gigi non avrebbe sfondato.

Partono bene, vanno forte ma poi calano quando iniziano a perdersi per l’Estero. A Pisa vincono la C ma restano senza stipendi. I soldi i calciatori li prendono dal conto di Gattuso.

La Nazionale e il Mondiale erano il finale perfetto del film che vi stiamo raccontando ma qualcosa va storto. Loro hanno passato tanti guai nella vita ma hanno la forza di rialzarsi subito e la cattiveria sportiva la spostano da Coverciano a Formello.

La famiglia e quella promessa fatta in Scozia

Amici da bambini in Scozia dove Rino trova l’amore e la moglie. Un figlio maschio senza pretese nel calcio e una figlia femmina. Gigi due figli maschi, uno dei due fortissimo ma mezzo bruciato dalla pessima gestione dell’Atalanta Under 23. Mogli sempre presenti e mai invadenti. Perché il segreto di questi professionisti è anche in casa.

Zero grilli per la testa, una grande malattia per il calcio e una promessa fatta da bambini in Scozia: noi due sempre insieme. Nel bene e nel male. Rino e Gigi. Scusate ma questa bella storia, in un mondo marcio e fatto di interessi, ve la dovevo raccontare.

 

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