Caso Djokovic, nuovo colpo di scena: Australian Open appesi ad un filo

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Caso Djokovic, nuovo colpo di scena: Australian Open appesi ad un filo. Tutti con il fiato sospeso aspettando la decisione definitiva

A poche ore al via del primo Slam 2022 ancora non sappiamo ce uno dei suoi protagonisti principali sarà in campo. Perché il caso legato alla partecipazione di Novak Djokovic agli Australian Open è ancora aperto. E gli ultimi sviluppi della vicenda non sono postivi per il campione serbo.

Novak Djokovic (ANSA)

Da poco infatti Djokovic non è più un uomo libero, di allenarsi e di spostarsi per Melbourne. Il tennista è di nuovo in stato di detenzione al Park Hotel di Melbourne, la struttura che ospita chi non ha diritto di stare nel Paese o aspetta il via libera. E non è chiaro quando ancora dovrà rimanere lì senza la possibilità di allenarsi per preparare il suo esordio sul cemento australiano.

L’udienza definitiva, in un senso o nell’altro, è prevista attorno alle 9.30 australiane di domenica 16 gennaio (saranno le 23.30 di questa sera in Italia). Il verdetto che arriverà alla fine di questa ennesima udienza sarà quello definitivo, anche perché in caso di bocciatura, per Djokovic non ci sarà più tempo. Per questo, non appena si è sparsa la voce del suo nuovo arrivo al Park Hotel, circa 200 manifestanti pro Nole si sono radunati fuori dalla Rod Laver Arena (lo stadio principale degli Aus Open) al grido di ‘Free Novak’.

Caso Djokovic, nuovo colpo di scena: la pisizomne del governo australiano è netta

La posizione del governo australiano è sintetizzata nel documento consegnato agli avvocati del campione serbo firmato dal ministro dell’Immigrazione Alex Hawke. “Il signor Djokovic ha pubblicamente riconosciuto – si legge – che è stato ‘un errore di giudizio’ partecipare a questa intervista (quella a L’Equipe, ndb). E che avrebbe dovuto riprogrammare questo impegno dato che aveva ricevuto un risultato positivo del test in anticipo il 18 dicembre”.

Novak Djokovic
I fan di Novak Djokovic manifestano a Belgrado (AP LaPresse)

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Ma soprattutto il campione serbo è un modello per tutti e quindi dovrebbe dare il buon esempio. “In particolare, il suo comportamento può incoraggiare o influenzare altri a emulare la sua condotta precedente e non rispettare le misure di salute pubblica appropriate”. La positività al test potrebbe portare ad una maggiore trasmissione della malattia, un grave rischio per la salute suia e degli altri. Quindi Nole deve essere espulso.