Mondiali 2022, Italia ripescata? Arriva la decisione ufficiale della Fifa

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I gravi fatti avvenuti nel corso degli ultimi giorni in Iran avevano fatto sperare in un ipotetico ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2022

Mondiali Iran
L’Iran rischia sanzioni per avere impedito alle donne di entrare allo stadio

Clamorosamente eliminata dalla corsa ai Mondiali 2022 dopo la sconfitta contro la Macedonia del Nord, l’Italia si è aggrappata all’improbabile ipotesi di un ripescaggio.

La voce di un tentativo da parte della Federazione italiana di essere comunque presente ai Mondiali sfruttando la grande incertezza internazionale che circonda la guerra tra Russia e Ucraina si era manifestata subito dopo la sconfitta di Palermo.

Mondiali 2022 speranze di ripescaggio

Si tratta di un diritto legittimo. Quello di presentare tutte le credenziali possibili, all’interno di un regolamento ben chiaro, per poter partecipare se si hanno i diritti per farlo. Anche se la cosa a molti tifosi italiani, non è comunque piaciuta e ha suscitato non poche polemiche. Del possibile ripescaggio dell’Italia aveva parlato persino il CT Roberto Mancini subito dopo la sconfitta di Palermo. L’ipotesi era quella che potessero esserci delle possibilità che dovevano essere valutate ed eventualmente percorse.

Il caso di Senegal e Iran

Proprio ieri, infatti, si era diffusa la notizia di un’indagine da parte della FIFA su diversi episodi che hanno caratterizzato le ultime partite di qualificazione negli altri continenti, in particolare in Senegal e in Iran. A Dakar, dove il Senegal ha battuto dopo i calci di rigore l’Egitto, ci sono stati momenti di grande tensione con cori e insulti razzisti rivolti ai giocatori egiziani che sarebbero stati bersagliati di oggetti e disturbati con i laser al momento dei tiri decisivi dal dischetto.

La CAF, la Confederazione di calcio africana, ha aperto un’indagine su quanto è accaduto e per il Senegal, con ogni probabilità, è in arrivo una sanzione. Difficile che la squadra possa essere esclusa per questo dal Mondiale.

Mondiali Nigeria
I gravi incidenti di Abuja in Nigeria (AP LaPresse)

Diversa invece la situazione che riguarda l’Iran dove, in occasione della partita contro il Libano, le donne che avevano acquistato il biglietto per assistere alla partita sono state tenute fuori dallo stadio. Non solo. Fonti neutrali parlano anche di momenti di tensione quando la polizia, per tenere lontane dallo stadio alcune donne che avevano il loro biglietto in mano e volevano entrare, avrebbero fatto uso di spray al peperoncino. Un delegato della FIFA, presente ai fatti, ha raccontato tutto in un verbale inoltrato alla Federazione internazionale.

“Ripescaggio formalmente impossibile”

II regolamento della FIFA, sotto questo aspetto, parla chiaro. Le squadre che non rispettano parità di sesso, razza, religione ed estrazione sociale all’interno delle proprie squadre limitando l’accesso di atleti o pubblico per questioni di carattere sociale, rischiano l’esclusione dalle competizioni. Si tratta di una norma ben precisa: che questa poi venga fatta rispettare, e che l’Iran rischi l’esclusione dal Mondiale per questo, è da vedere.

Dai corridori della FIFA, tuttavia, una fonte ufficiosa ha immediatamente escluso che l’Italia, o altre squadre, possano pretendere di essere ripescate. Anche se si tratta di  sostituire squadre escluse per motivi di carattere disciplinare o etico. Se il Senegal dovesse incorrere in sanzioni così gravi da dover rinunciare al Mondiale, a passare al suo posto sarebbe ovviamente l’Egitto.

Se l’Iran dovesse essere escluso dai Mondiali la squadra destinata ad andare in Qatar sarebbe la prima asiatica esclusa. Quindi Australia o Emirati arabi Uniti, quella delle due che uscirà batutta nello spareggio in programma il 7 giugno.

Questo perché la prima regola della FIFA per la partecipazione al mondiale, è quella del rispetto delle quote per ognuna delle aree continentali. L’Europa in questo momento è già rappresentata da tutte le squadre potenzialmente iscritte, tredici. Dunque non ce ne potrà essere nemmeno una di più, nemmeno per sostituire una squadra esclusa per motivi etici.