Prezzo carburanti, un’altra pessima notizia: la rabbia degli automobilisti

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Prezzo carburanti, un’altra pessima notizia: la rabbia degli automobilisti. La corsa al rialzo del petrolio incide negativamente sul costo di benzina e diesel

Il taglio delle accise introdotto dal Governo Draghi non costituisce più un freno al nuovo aumento del prezzo dei carburanti. Continua dunque la corsa al rialzo del costo di benzina e diesel, a causa degli aumenti sul mercato petrolifero internazionale.

Il Brent, che per chi non lo sapesse caratterizza oggi il petrolio di riferimento europeo, un prodotto molto leggero, supera nella giornata di lunedì i 120 dollari al barile, dopo che l’Arabia Saudita ha deciso di alzare i listini per le consegne in luglio.

La media nazionale della benzina in self service si avvicina così a 1,97 euro/litro, quella del gasolio a 1,88 euro/litro. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, IP ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina e del gasolio.

Benzina
Benzina (Ansa)

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di domenica mattina su circa 15mila impianti: benzina self service a 1,966 euro/litro (+18 millesimi, compagnie 1,967, pompe bianche 1,963), diesel a 1,876 euro/litro (+16, compagnie 1,881, pompe bianche 1,866).

Per quanto riguarda il servito, la benzina è arrivata a 2,093 euro/litro (+20, compagnie 2,133, pompe bianche 2,016), il diesel a 2,007 euro/litro (+16, compagnie 2,053, pompe bianche 1,920).

Il gas servito resta a 0,831 euro/litro (invariato, compagnie 0,839, pompe bianche 0,821), mentre il prezzo del metano servito diminuisce a 1,828 euro/kg (-13, compagnie 1,882, pompe bianche 1,787), il gas naturale liquefatto crolla a 2,036 euro/kg (-30, compagnie 2,071 euro/kg, pompe bianche 2,010 euro/kg).

Prezzo carburanti, come influisce la guerra in Ucraina: il timore di ulteriori aumenti

Diesel
Diesel (Ansa)

Il timore però è che questa raffica di aumenti sia soltanto la punta dell’iceberg. Oltre al solito carico di speculazione sui prezzi, a livello internazionale continua a pesare e non poco il drammatico conflitto tra Russia e Ucraina di cui non si intravede ancora la fine. I mercati percepiscono il rischio concreto che la guerra possa durare ancora a lungo.

E una delle conseguenze del prolungarsi del conflitto è l’aumento inevitabile dei prezzi dei carburanti, al netto del flusso del gas che continua ad arrivare regolarmente dalla Russia in tutti i paesi europei che ne fanno richiesta. Italia comprsa, ovviamente.