“Non mi piaceva, poi ho cambiato idea”: Matteo Berrettini stupisce tutti

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“Non mi piaceva, poi ho cambiato idea”: Matteo Berrettini stupisce tutti. A poche ora del via di Wimbledon il romano si confessa

Stoccarda e il Queen’s, per il secondo anno di fila, sono già in bacheca e sono anche molto importanti per la classifica oltre che il morale. Ma ora che arriva Wimbledon c’è uno step in più da fare per Matteo Berrettini.

Matteo Berrettini (ANSA)

Tutto quello che può fare in più rispetto a 12 mesi fa, il romano, è arrivare di nuovo in finale e vincere. Eppure come ha confessato a ‘L’Equipe’ nonostante al momento questa sia la superficie sulla quale riesce ad esprimere meglio la sua potenza e il sui tennis, ad inizio carriera davvero non la capiva.

Ha cominciato a frequentare Wimbledon nel 2014 da junior e si era trovato benissimo. Poi però nel 2018 quando ha messo l’erba fissa nei suoi programmi estivi si trovava male. “Mi sentivo come se non trovassi mai il tempo, il mio ritorno non stava andando abbastanza bene, non mi muovevo correttamente e non mi piaceva. Poi  ho esordito in Coppa Davis contro l’India sull’erba a febbraio e mi è piaciuto molto, ho cambiato idea”.

Matteo Berrettini stupisce tutti: a Wimbledon ancora con più rabbia, ecco perché

Ecco perché adesso che arriva Wimbledon da parte sua c’è un’ansia positiva e non vede l’ora di scendere in campo. Potrebbe centrare un filotto di tre tornei sull’erba, ma sa già che non otterrà nessun punto per la decisione dell’ATP di cancellare tutto: “Da un lato è motivante, dall’altro per niente. Sapere che vincere tre tornei di fila, compreso uno Slam, non basterà a impedirti di scendere dal decimo a più del ventesimo posto… È brutto. Diciamo che mi sento disarmato. Non importa come gioco, alla fine cadrò in classifica”.

Matteo Berrettini arriva dalla vittoria al Queen’s (ANSA)

Ora però Matteo non ci pensa ed è concentrato solo sul campo anche perché contrariamente ad un anno fa non ci sarà contemporaneità con la Nazionale agli Europei. “Come mio padre e mio nonno, io ero un grande tifoso della Fiorentina. Poi sono cresciuto, ho viaggiato, mi sono evoluto in un’altra disciplina, quindi mi sono staccato dal mondo del calcio. Certo, mi piace ancora guardare i match, ma è difficile seguire le notizie sul calcio mentre si viaggia per il mondo. Prima, sapevo tutto”