“Quei punti si possono recuperare”: Pecco Bagnaia, assalto al Mondiale

181

“Quei punti si possono recuperare”: Pecco Bagnaia, assalto al Mondiale. In attesa della ripresa a Silverstone, il ducatista è carico

Un anno dopo, la classifica della MotoGP sembra molto simile. Anche nel 2021 il Mondiale era arrivato alla pausa estiva con Fabio Quartararo in fuga e nonostante una seconda parte di stagione impressionante Pecco Bagnaia non era riusciti a ribaltare il risultato.

Pecco Bagnaia (LaPresse)

Tra errori, cadute strane e rotture, il torinese fino ad ora ha buttato via almeno tre gare ed è costretto di nuovo ad una rimonta clamorosa. Non dipende soltanto da lui perché comunque il francese ha sempre dimostrato di avere un grande regolarista e quindi servirà mettere in mezzo anche altre moto tra loro due.

Ma a Borgo Panigale sono carichi e voglio rimanere concentrati sull’obiettivo almeno fino a quando la matematica lo permetterà. Lo ha ricordato anche  l’ad delle Rosse, Claudio Domenicali, intervistato da ‘La Gazzetta dello Sport’: “Gli è mancato finora un pizzico di maturità in certe gare, è l’ultimo step da fare per prendersi il Mondiale. Ma io ci credo quei punti si possono recuperare“. Anche perché l’incidente di Ibiza per loro è chiuso lì, con le sue scuse e la multa da pagare.

Pecco Bagnaia, assalto al Mondiale: i suoi piani per il futuro sono già stabiliti

Ma Pecco cosa dice? Se fosse per lui tornerebbe in pista già questo weekend anche perché l’ultima gara ad Assen l’ha vinta lui. Ma non vuole mettersi troppa pressione come ha raccontato a Speedweek.com: “Dobbiamo pensare ad ogni singola gara, voglio vincere quanti più Gran Premi possibile. L’atteggiamento per adesso non cambia, devo dare il meglio di me per imparare sempre di più, non solo quest’anno ma anche per il futuro. Dopo questa stagione ho ancora un contratto di due anni con la Ducati e l’obiettivo non cambia“.

Pecco Bagnaia dopo la vittoria al Mugello (LaPresse)

Qualcuno nelle scorse settimane ha ipotizzato che forse la presenza di un mental coach o uno psicologo sportivo potrebbe fargli bene: “Devo riuscirci da solo, non credo di aver bisogno di uno psicologo, ma se dovesse servire in futuro non lo escludo. Almeno il 70 per cento di questo processo dovrebbe provenire da me. Il resto dalla mia ragazza, dalla mia famiglia e dal mio team”.