Mondiali di ciclismo, Italia all’attacco: Trentin fa una promessa

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Mondiali di ciclismo, Italia all’attacco: Trentin fa una promessa. Cresce l’attesa per la prova dei Professionisti al via domenica

Poche ore al via della Prova in Linea per i professionisti ai Mondiali di Strada di Wollongong (dalle 2 italiane di domenica mattina) e mai come questa volta l’Italia giocherà in difesa. Non è colpa di Daniele Bennati, che solo da pochi mesi guida il gruppo come ct, ma il ricambio generazionale è nullo.

Matteo Trentin (ANSA)

Nell’anno del ritiro di Vincenzo Nibali, che ai Mondiali è stato spesso protagonista senza mai raccogliere nulla, gli azzurri schiereranno una formazione decisamente sperimentale. Prima punta Alberto Bettiol, che nelle corse di un giorno sa fare bene (e ha un Giro delle Fiandre in bacheca), con Matteo Trentin come alternativa. Altre eventuali punte saranno Davide Ballerini e Andrea Bagioli, più Edoardo Affini che si è già riscaldato con le due cronometro, Samuele Battistella, Nicola Conci e Lorenzo Rota.

Come è stato negli ultimi anni con Davide Cassani, in Australia Trentin avrà un doppio ruolo: quello di capitano ma anche di regista in corsa e non si tira indietro. “Lo strappo nel circuito finale è impegnativo – ha detto alla Rai – e credo sarà una gara aperta a più soluzioni. Io sto bene e finalmente sono riuscito ad avere qualche mese senza imprevisto, sento che la gamba c’è. Dovremo essere attenti ad inserirci nelle fughe giuste e cogliere l’occasione”.

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Nessuno in realtà marcherà troppo da vicino gli azzurri perché sulla carta i favoriti sono altri. Tre su tutti, a partire dall’olandese Mathieu Van der Poel che molti indicano come l’uomo da battere. Con lui anche l’eterno rivale del cross Wout Van Aert (ma il Belgio ha anche Remco Evenepoel da lanciare) e Tadej Pogacar che dopo la doppietta al Tour de France vuole vestirsi di iride. E poi in ordine sparso l’australiano Michael Matthews, i norvegesi Alexander Kristoff e Tobias Foss, il danese Magnus Cort Nielsen, più Julian Alaphilippe che ha vinto le ultime due edizioni.

Tadej Pogacar è uno dei grandi favoriti (ANSA)

Domani, 24 settembre, intanto tocca alle donne al via dalle 4:35 italiane. Per loro 164 km con un lungo trasferimento dal via che comprende anche la scalata del Mount Keira (8,7km al 5% di media) e poi il circuito cittadino di 17,1 chilometri ripetuti sei volte, per un dislivello complessivo di 2433 metri.

La grande favorita resta l’olandese Annemiek Van Vleuten, quest’anno vincitrice di Giro, Tour e Vuelta ma ha appena subito una microfrattura al gomito. E così resta l’altra eterna olandese Marianne Vos insieme alla connazionale Demi Vollering, più la belga Lotte Kopecky. Ma qui invece l’Italia è in grado di fare la differenza: in volata con la campionessa del mondo Elisa Balsamo e da lontano con Elisa Longo Borghini.