Longari: “Così Ronaldo e Mendes hanno rotto”

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Una sessione di mercato che ha appena preso il via, ma che già minaccia di mietere vittime illustri anche tra chi ha rappresentato il gotha assoluto del calcio continentale e mondiale nell’ultimo ventennio. Il paradigma che associava la figura di Jorge Mendes all’agente che per definizione viene identificato come il top della categoria dei procuratori, inizia a traballare e ad evidenziare come anche il portoghese stia affrontando delle situazioni potenzialmente esplosive, senza riuscire come spesso gli è accaduto in carriera ad uscirne indenne.

Nel corso della settimana, avete letto su queste colonne la notizia esclusiva della rottura LEGGI QUI (poi confermata dai media di mezzo mondo) tra la sua Gestifute e Cristiano Ronaldo. Un binomio che nell’immaginario collettivo pareva impossibile da dissolvere e che invece sta terminando la sua avventura congiunta con una crisi totale di rapporti che fa da preludio ad un divorzio tra le parti che pare inevitabile. Il fatto che la transazione multimilionaria con l’Al Nassr, con annessi 26 milioni di euro di commissione, sia stata completata da un agente diverso da Jorge Mendes (Ricardo Regufe) nonostante i primi contatti fossero stati intessuti proprio dalla Gestifute, è la testimonianza inequivocabile che anche lo scettro del mercato mondiale non sia più così saldo nelle mani del super agente lusitano.
Il retroscena della rottura porta al meeting successivo alla riunione con la quale lo United comunicava il benservito all’asso portoghese: dopo quella riunione ce ne fu un’altra tra l’agente ed il suo assistito in cui CR7 indicò tre possibili soluzioni europee nelle quali avrebbe gradito proseguire la sua avventura. Il risultato fu che Mendes non diede riscontro da nessuna delle (ignote) destinazioni generando così il casus belli che portò come diretta conseguenza alla rottura di questi ultimi giorni.

Si dice tuttavia che servano almeno tre indizi per produrre una prova, ed allora andiamo con le prossime, partendo dalla situazione che più delle altre interessa il nostro calcio: quella legata a Rafael Leao. Come abbiamo raccontato nelle settimane antecedenti LEGGI QUI, non c’è nessun dubbio rispetto alla volontà del giocatore: proseguire la sua avventura con la maglia del Milan e siglare il prima possibile un rinnovo di contratto con i rossoneri. Scelta apprezzabile su tutti i fronti, sia dal punto di vista della riconoscenza per il club che prima degli altri ha deciso di credere ed investire nelle potenzialità del fuoriclasse made in Sporting Lisbona, sia per la naturale evoluzione di una carriera che trarrebbe sicuro giovamento da una prosecuzione da protagonista assoluto e leader con la maglia di un club tanto prestigioso.
L’unico vero scoglio della trattativa che i rossoneri stanno gestendo proprio con Jorge Mendes, è paradossalmente proprio legata alla figura dell’agente portoghese. Se da una parte i rossoneri lo riconoscono come figura di riferimento per il loro attaccante, a livello prettamente legale le cose stanno in maniera diversa, ed implicano il coinvolgimento dell’Avvocato Ted Dimvula che peraltro detiene a tutti gli effetti la procura di Rafael Leao. Per questo motivo anche questa figura dovrà essere inserita nelle discussioni nonostante la volontà avversa di Mendes, e soprattutto dovrà essere parte integrante della maxi commissione che andrà a caratterizzare ogni genere di transazione che coinvolgerà Leao. I dialoghi procedono con ottimismo, ma questo nodo andrà prima affrontato e poi sciolto, specie perché dalla Premier non si farebbero nessun tipo di remora nel trattare il giocatore con figure differenti pur di arrivare a dama.

L’ultima scossa all’impero sta arrivando su di un altro fronte, quello che paradossalmente avrebbe dovuto rinsaldare con un’operazione multimilionaria la figura di Mendes agli occhi attenti del mercato mondiale: ovvero il trasferimento di Enzo Fernandez al Chelsea per una cifra irreale di 127 milioni, superiore dunque alla clausola rescissoria.
Anche in questo caso, avevamo anticipato LEGGI QUI la passata settimana delle frizioni che stavano coinvolgendo i dialoghi tra Benfica e Blues per la necessità dei londinesi di rateizzare LEGGI QUI il pagamento di una clausola rescissoria che acquisisce valore solamente se bonificata in un’unica soluzione. Eventualità impossibile da percorrere dal club di Boehly non per ragioni di disponibilità economica, ma piuttosto per le imposizioni legate al Fair Play Finanziario che renderebbero inconciliabile con i parametri Uefa una transazione di questo genere. Risultato? La tensione assoluta nei rapporti sull’asse Lisbona-Londra e le parole di biasimo del tecnico delle Aguias Roger Schmidt. Insomma non il modo migliore per iniziare l’anno: anche il regno del numero 1 rischia di essere messo a repentaglio.