Inter, sul mercato serve un cambio di passo. Marotta e Ausilio ancora in sintonia?

Sette giorni fa facevamo i complimenti al Milan per come aveva impostato il mercato; li abbiamo fatti anche per la comunicazione nel giorno della presentazione di Allegri. Poi, in una settimana, anche il Milan ha rimediato qualche ceffone dal mercato e qualche brutta figura su trattative avviate e calciatori volati via verso altri lidi. Milano non comanda più.

Marotta e Ausilio, presidente e direttore sportivo dell’inter
Questo appare evidente. I fondi hanno portato, forse, stabilità ed organizzazione economica ma con i parametri calcistici c’è ancora tanto da lavorare. Non parliamo della Juventus perché anche qui la confusione sembra quotidiana mentre a Napoli la gestione “familiare” sta portando i suoi frutti. Il tema Inter è spinoso: la prima domanda da porsi è su Marotta e Ausilio. Sono ancora in completa sintonia come gli anni scorsi? Chivu è stata una scelta di Marotta, Ausilio o di entrambi? Qualche dubbio sorge. La proprietà crede più in Marotta o in Ausilio sul mercato? Non sappiamo darci delle risposte ma sappiamo fare delle domande. Nel frattempo qualche dubbio sull’Inter sorge spontaneo. La crisi degli ultimi mesi non lascia i tifosi tranquilli, alcuni sono rassegnati, gli altri preoccupati. La società che dichiara guerra alla Curva, l’allenatore scelto senza esperienza e soprattutto un mercato che non decolla. In uscita non si riesce a trovare mezza soluzione. Gli accordi saltano di settimana in settimana. Tra poco si va in ritiro e lo spogliatoio è palesemente spaccato, chi deve andare via rifiuta tante destinazioni e chi deve arrivare non può entrare se prima non si fanno le uscite.

Marotta Inter

Un macello anche se è giusto dire che c’è ancora del tempo a disposizione di Ausilio e Baccin. L’Inter non può pensare ad un anno di transizione. Dopo aver perso tutto tra maggio e giugno bisogna provare a riscattarsi subito. Il potere del Nord sta finendo. Lentamente le società più forti stanno lasciando spazio alle società più snelle e con maggiore inventiva. Inzaghi starà iniziando a ridere sotto i baffi ma qui solo il campo dirà chi avrà avuto ragione. Intanto inizia una nuova settimana e Ausilio è costretto a chiudere le prime operazioni. L’Inter è assente. Troppe chiacchiere e pochi fatti. Chi pagherà la lentezza societaria sarà sempre l’allenatore. Siamo solo all’inizio e i dirigenti nerazzurri ci hanno abituato quasi sempre bene però è giusto che quest’anno si sbagli il meno possibile dopo il flop finale della scorsa stagione.

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