L’incontro del 19 dicembre ha lasciato ben più di qualche cicatrice fisica su Jake Paul. L’atleta americano e YouTuber ha perso molto di più.
Dopo numerosi incontri affrontati contro influencer, pugili in declino e, addirittura, contro un Mike Tyson che ha rischiato di morire per un problema di salute poco prima del big match fruttato milioni ad entrambi, Jake Paul, 30 anni, ha finalmente trovato pane per i suoi denti contro Anthony Joshua, pugile ex campione dei pesi massimi che lo ha sconfitto nettamente.

Ora, Paul è certamente un intrattenitore ed è opinabile quanto la sua carriera da pugile sia nata per interesse verso lo sport o quanto ci siano i soldi, al centro del suo mirino. Nondimeno, per molti fans del pugilato mondiale è stata sicuramente una soddisfazione vederlo andare KO contro il primo pugile in grande forma fisica che lo YouTuber abbia mai incontrato.
Paul ha iniziato la sua discussa carriera nel 2018: inizialmente, i suoi match erano con altri intrattenitori come KSI e suo fratello Deji ma, nel tempo, l’uomo ha iniziato una vera e propria carriera da pugile, affrontando diversi atleti ritirati e fuori forma da tempo. E con il match contro Joshua, Paul ha perso anche qualcos’altro che il denaro non può comprare.
Dramma per Jake Paul: lo ha perso
Con l’ultimo incontro, Jake Paul ha perso anche la sua presenza nel ranking della World Boxing Association cosa che, sulla carta, dà ragione a tutti gli effetti a chi pensa che Paul non sia un vero pugile. Essere annoverati in questo elenco di tutti i pugili attivi, infatti, è l’unico modo per essere riconosciuti – al livello mondiale – come atleti professionisti di questo tipo.

Paul era riuscito a salire nella Top 15 Cruiserweight WBA ma ora, avendo perso questa posizione in seguito all’incontro perso con il pugile britannico, appare difficile che possa risalire rapidamente. Secondo l’uomo che si sta ancora riprendendo dalle ferite riportate nell’incontro, Paul vorrebbe subito tornare a combattere e vincere due match per recuperare il suo ranking.
Una cosa però non si può negare: al prezzo di una frattura e di qualche livido, Paul si è comunque portato a casa 92 milioni di dollari in una sola nottata di lavoro. Un primato che pochi pugili possono vantare. La domanda però rimane viva, anche in un periodo storico così orientato sul denaro, la dignità di uno sport vale così poco?






