Finalmente il 2026 è arrivato e con lui anche il grande tennis. Sinner ha già infiammato le platee ma un annuncio ha scosso il circus: c’è un’anomalia.
Il 2026 di Jannik Sinner si apre sotto il segno dell’attesa e della pressione, due compagne ormai abituali di chi vive stabilmente ai vertici del tennis mondiale. Dopo un 2025 ricchissimo di risultati ma tutt’altro che semplice sul piano mediatico, l’altoatesino si prepara a una stagione che lo vedrà ancora una volta al centro della scena. Gli Australian Open rappresenteranno il primo snodo cruciale, con l’obiettivo di confermare quanto di straordinario è stato costruito negli ultimi dodici mesi e rilanciare immediatamente la sfida al vertice del ranking. Una sfida che ha ormai un volto preciso, quello di Carlos Alcaraz. La rivalità tra i due è diventata il filo conduttore del tennis contemporaneo: stili diversi, personalità opposte, ma la stessa fame di vittorie.

Se Alcaraz incarna l’esuberanza, la fantasia e l’istinto, Sinner continua a rappresentare il metodo, la continuità, la ricerca quasi maniacale del miglioramento. Il 2026 promette nuovi capitoli di questo duello, destinato a segnare un’epoca. Eppure, il 2025 non è stato soltanto un anno di trionfi. Sinner ha dovuto convivere con un’attenzione mediatica spesso aspra, talvolta ingenerosa. È stato criticato per l’accento, per la scelta di risiedere a Montecarlo, per un carattere ritenuto da alcuni troppo freddo. L’assenza dalla Coppa Davis ha alimentato ulteriori polemiche, trasformandolo per settimane in bersaglio di discussioni che poco avevano a che fare con il campo. Un carico che non tutti avrebbero retto allo stesso modo, ma che Sinner ha assorbito senza mai alzare i toni, lasciando che fossero le vittorie a parlare.
Sinner non è come gli altri, Binaghi sicuro: “Italiano anomalo”
È proprio su questo aspetto che si innestano le parole di Angelo Binaghi, presidente della Federazione italiana tennis e padel, che ha voluto difendere e raccontare il campione azzurro da una prospettiva più ampia. Binaghi ha definito Sinner un “italiano anomalo”, sottolineando come il suo modo di essere rappresenti quasi un’eccezione nella tradizione sportiva nazionale. Secondo il numero uno della FITP, Sinner è l’opposto di figure iconiche come Alberto Tomba, Valentino Rossi e Marco Pantani, campioni amati anche per la loro teatralità e per un carisma estroverso. L’altoatesino, al contrario, ha costruito la propria immagine sul silenzio, sulla disciplina e su un controllo emotivo che spesso viene frainteso come distacco.

Ha zittito tutti con i risultati – ha spiegato Binaghi, ricordando come Sinner non abbia mai cambiato atteggiamento nonostante il successo e i guadagni crescenti. Un comportamento che, secondo il presidente federale, lo rende un esempio credibile per i giovani, al pari di altri volti del tennis azzurro come Jasmine Paolini e Sara Errani. In un’epoca in cui l’esposizione mediatica è spesso esasperata, Sinner continua a percorrere una strada diversa. Ed è proprio questa diversità, oggi, a renderlo uno degli atleti italiani più discussi e, allo stesso tempo, più rispettati.






