Longo: “Trapani, si sapeva dalla scorsa stagione che qualcosa non andava. Ecco come si è arrivati alla partita-farsa con l’Hapoel”
Con Michele Longo, di Vox&One podcast e pianetabasket.com, per andare a commentare la vicenda Trapani Shark, dopo la clamorosa partita terminata dopo 7 minuti con l’Hapoel Holon.

Longo, partiamo dai fatti: come si è arrivati a questa situazione per la quale si sono presentati in cinque giocatori di cui due ragazzi in una partita di Champions e via via sono usciti dal campo?
“Si è arrivati a questa situazione perché Trapani, dai playoff scorsi, ha preso una penalizzazione di quattro punti per mancati pagamenti. Poi, un mese e mezzo fa, verso la metà di novembre, c’è stata una seconda penalizzazione ed è scoppiato il bubbone. Voci su Trapani ce ne sono da tempo. Poi, c’è stato il problema dei mancati pagamenti degli stipendi con gli addii di Alibegovic e Repeja”.
“Il mercato in entrata è stato automaticamente bloccato: Trapani si è trovata senza la possibilità di aggiungere giocatori e anche di tesserare un allenatore, visto che i vice di Repeja sono andati via con lui e Latini, l’unico rimasto, non poteva andare in panchina. In campionato decidi se giocare con il 5+5 o il 6+6, stesso numero di italiani e stranieri. Per avere il 6+6 paghi qualcosa in più, anche con un solo straniero. Senza Alibegovic, Trapani pagava 50mila euro di multa a partita. I giocatori, pian piano, hanno iniziato ad andare via. Antonini ha mostrato i procuratori che hanno chiesto di far cedere i giocatori che assistono. Sono rimasti, ormai, Arcidiacono, Petrucelli ed altri pochi giocatori che sono pronti ad andar via. Trapani si trova con 3-4 giocatori al massimo”.
Possiamo dire che tutto il movimento cestistico italiano ne esce con le ossa rotte?
“Sicuramente sì. Si è parlato tanto dell’immagine del basket italiano, di movimento in salute e si fanno queste figure per decisioni che non arrivano. Se Trapani si è trovata a giocare in tre è anche perché la Federazione non decide. La FIP ha rimandato tutto alla Procura Federale: Trapani aveva dichiarato di avere tutto in regola. Siamo quasi a due mesi e la Procura si riunirà oggi dopo essersi riunita già tre volte. Hanno sempre rimandato alla FIP. Antonini ha detto che la squadra non la ritira: e sta andando per giustizia ordinaria. La FIP deve prendere una decisione. Si è arrivati al punto di non ritorno: hanno sperato che Trapani si ritirasse prima”.
Vicenda Trapani: le responsabilità di Antonini
Qual è il destino di Trapani? Cosa faranno gli organi federali?
“Il destino è segnato. Ad ogni gara potrebbero arrivare 300mila euro di multa, oggi sono 200mila. Ed il 20 gennaio c’è la scadenza per il pagamento di queste multe. Potrebbe non valere più la fidejussione per l’iscrizione. Potrebbero arrivare anche altre penalizzazioni. E se dovesse arrivare a 12 punti di penalizzazione o non dovesse presentarsi ad un’altra partita sarà esclusa automaticamente”.

C’era un modo per evitare di arrivare a questa situazione e quali sono le principali colpe di patron Antonini?
“Le colpe sono di tutti. Antonini ha tante di quelle vicende aperte, con Alibegovic che si è rivolto alla Fiba per liberarsi. Antonini ha sicuramente sbagliato sulla vicenda pagamenti. La Fip, con Petrucci, ha detto che non potevano controllare per la presenza della nuova Authority voluta dal governo. Quando, però, una squadra si iscrive, bisogna fare controlli più stringenti: in LBA siamo ancora all’autocertificazione. Un controllo più approfondito sarebbe stato importante. Le uniche vittime sono i tifosi di Trapani”.






