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Juventus, il “fattore S” pesa: sfortuna e occasioni mancate. I come inadeguati. Caos in serie C!

C’è un elemento che sembra accompagnare la Juventus nelle ultime settimane e che incide in modo evidente sui risultati: il cosiddetto “fattore S”, dove la S sta per sfortuna, ma anche come attimo che da fuggente diventa sfuggente.

Come la vittoria che non arriva.
Un fattore che torna puntuale nelle partite che i bianconeri avrebbero dovuto vincere e che invece finiscono per complicarsi o per sfuggire definitivamente di mano.

Occasioni perse e treno delle big ormai lontano

La Juventus ha lasciato per strada punti pesantissimi, soprattutto contro avversari alla portata. Partite che, sulla carta, dovevano rappresentare uno step decisivo per restare agganciati al treno delle prime e che invece hanno certificato un ritardo ormai strutturale. Il risultato è chiaro: le big corrono, mentre la Juve perde terreno e vede allontanarsi sempre di più le posizioni di vertice.

Terzo posto ancora possibile, ma la strada è in salita

Nonostante tutto, la classifica lascia ancora uno spiraglio. I bianconeri restano aggrappati a pochi punti dal terzo posto, una possibilità che tiene vivo il finale di stagione. Ma parlare di rimonta oggi è tutt’altro che semplice, soprattutto osservando il rendimento di una Roma in grande crescita, di un Napoli più forte che recupererà a breve uomini e capace di fare punti con continuità e di sfruttare al massimo ogni occasione.

Juve, serve una svolta immediata
Tra sfortuna, limiti evidenti e mancanza di continuità, la Juventus è chiamata a invertire la rotta subito. Continuare ad affidarsi agli episodi o al “fattore S” non basta più: servono prestazioni convincenti, concretezza sotto porta e la capacità di portare a casa partite sporche ma fondamentali.

Il margine di errore è ormai ridotto al minimo. Senza una svolta immediata, anche l’obiettivo minimo stagionale rischia di diventare sempre più complicato da raggiungere.

La sconfitta contro il Cagliari continua a pesare come un macigno in casa Juventus. Anche a distanza di giorni, la delusione non si attenua e le speranze di rivedere una squadra finalmente competitiva per le prime posizioni in Serie A sembrano già ridimensionate. Quella che doveva essere la partita della conferma si è trasformata nell’ennesima frenata che riporta i bianconeri con i piedi per terra.

Episodi, sfortuna e arbitri: spiegazioni che non bastano

Si può parlare di episodi sfavorevoli, di sfortuna o di decisioni arbitrali discutibili. Elementi che fanno parte del calcio e che, in alcuni casi, possono incidere sul risultato. Ma il problema della Juventus sembra andare oltre. Il copione si ripete: cambiano allenatori, cambiano dirigenti, ma il DNA vincente bianconero fatica a riaffiorare.

Il confronto con le big e l’assenza del leader, il fattore I, inadeguati.
Il paragone con le altre grandi squadre diventa inevitabile. Ci sono formazioni che non brillano nel gioco, che vincono partite sporche, ma che riescono comunque a portare a casa i tre punti grazie alla giocata del campione, del leader tecnico capace di fare la differenza nei momenti chiave.

Ed è qui che nasce un altro interrogativo pesante: chi sono oggi i leader della Juventus? Chi è in grado di prendersi la squadra sulle spalle, di cambiare il volto di una partita quando conta davvero?

Juventus, emergono gli errori del mercato estivo: attacco in difficoltà, inadeguati?

La realtà ormai è sotto gli occhi di tutti: gli errori della campagna acquisti estiva della Juventus stanno emergendo con forza. Le scelte effettuate per il ruolo di prima e seconda punta non hanno prodotto i risultati attesi e il problema offensivo dei bianconeri è diventato evidente.

Manca peso in attacco: pochi gol e poca incisività
La Juventus fatica a segnare e, soprattutto, manca di peso specifico negli ultimi metri. L’assenza di un attaccante realmente decisivo si riflette in partite bloccate, occasioni sprecate e difficoltà nel cambiare l’inerzia delle gare più complicate.

Serve intervenire subito sul mercato
Per invertire la rotta, il club bianconero ha bisogno di nuovi innesti offensivi: giocatori capaci di incidere fin da subito, di garantire gol, presenza fisica e personalità, elementi che finora sono mancati. Non si tratta solo di nomi, ma di profili funzionali in grado di fare la differenza e di dare concretezza alla manovra.

Senza un intervento deciso nel reparto avanzato, il rischio è quello di compromettere gli obiettivi stagionali e rendere ancora più complicata la corsa ai traguardi prefissati.

C come Caos, VAR a chiamata: polemiche infinite

Nel frattempo, in Serie C continuano a verificarsi situazioni difficili da comprendere, che alimentano polemiche e frustrazione. Il cosiddetto VAR a chiamata, introdotto per ridurre gli errori arbitrali, non sembra affatto spegnere le discussioni. Anzi, in molti casi finisce per accentuare la confusione.

Le chiamate spesso risultano inutili o inefficaci, mentre in altre circostanze episodi potenzialmente decisivi non vengono valutati in modo corretto. Il problema principale resta la mancanza di immagini significative a supporto delle decisioni, che porta gli arbitri a interpretazioni forzate e, in alcuni casi, chiaramente errate.

Una tecnologia nata per garantire maggiore equità sta così diventando un elemento di incertezza, più che uno strumento di chiarezza.

Juventus Next Gen–Ascoli, l’episodio che riaccende le polemiche

L’ultimo weekend ne è l’ennesima dimostrazione. Nel match Juventus Next Gen–Ascoli, su tre chiamate al VAR quella che ha fatto più discutere è stata l’ultima: il gol annullato all’Ascoli, una decisione che, immagini alla mano, avrebbe potuto anche essere convalidata.

Un episodio che ha riaperto il dibattito sull’affidabilità del VAR a chiamata in Serie C e sulla sua reale utilità nel garantire giustizia sportiva.

Arbitraggio e bilancio stagionale: nessun favoritismo

È doveroso chiarirlo: non si può certo dire che la Juventus Next Gen sia stata favorita in questa stagione. Anzi, i punti conquistati contro l’Ascoli rappresentano probabilmente il primo episodio realmente favorevole a livello arbitrale.

Nelle prime fasi del campionato, infatti, ai bianconeri sarebbero stati sottratti numerosi punti a causa di decisioni clamorose, con episodi mai corretti nonostante l’ausilio tecnologico.

Un sistema che va ripensato
La sequenza di errori continua a sollevare una domanda inevitabile: il VAR a chiamata in Serie C funziona davvero?
Ad oggi, più che ridurre le polemiche, sembra averle moltiplicate, lasciando tifosi e addetti ai lavori con più dubbi che certezze.

Senza immagini adeguate e criteri di valutazione uniformi, la tecnologia rischia di perdere la sua funzione originaria, trasformandosi in un fattore destabilizzante per il campionato. Un tema che la Lega di Serie C dovrà affrontare al più presto, per il bene della competizione e della sua credibilità.

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