Giù la maschera, anche se è Carnevale. O almeno, una promessa: dopo martedì, togliamole tutti.
Quest’indeterminatezza che aleggia su troppe questioni nel mondo del calcio non è più sopportabile. A cominciare dalle questioni di casa Napoli, che dopo mesi, non hanno ancora avuto una risposta convincente. Giù la maschera per Antonio Conte, anche se è quella di un supereroe che porta una squadra da un decimo posto ad uno Scudetto: se è vero com’è vero che quando un club ingaggia il salentino ne prende i (tanti) pregi e difetti, è pur vero che ci sono domande che meritano risposte più pregnanti rispetto.

Gli infortuni e mercato
Giù la maschera sul numero anomalo di infortuni: qualcuno è di origine traumatica, ma lo staff medico nel Napoli è praticamente lo stesso da 15 anni e di risposte sulla tenuta fisica dei calciatori ne ha già date tante durante 3 lustri.
Giù la maschera sul corto-circuito del mercato: alcuni giocatori specificamente richiesti (non prime scelte, vero, ma richiesti) sono poi stati bocciati dallo stesso staff tecnico.
Il settore giovanile
Giù la maschera sul tanto vituperato settore giovanile, ad oggi vera e propria ancora di salvezza delle sorti partenopea attraverso gol, assist e sorrisi di Antonio Vergara. Con buona pace di Prisco e De Chiara, aggregati alla prima squadra da mesi. Ma il discorso si allarga, inevitabilmente, a tutto il sistema.
A carnevale ogni scherzo vale?
Giù la maschera per Gian Piero Gasperini, che ha stigmatizzato l’atteggiamento della panchina del Napoli a Genova, pur mostrando una tendenza a ribaltarle, le panchine, in caso di decisione contraria. In questo senso il derby del Sole è già sull’1-1: entrambi gli allenatori hanno segnato il gol di chi dice cose giuste, ma solo per portare acqua al suo mulino. A Carnevale ogni scherzo vale?
Andatelo a dire ai tifosi della Juventus, dopo la beffa del sig. Federico La Penna della sezione di Roma 1. Il secondo giallo comminato a Kalulu appare molto dubbio, per questo è il caso di tornare seri, e di togliere qualche altra maschera. La prossima, a questo punto di diritto, è proprio quella degli arbitri. Errori pesanti stanno colpendo tutti, e non si può più far finta che non ci sia qualcosa da correggere. Protocollo in primis (è lo stesso stadio del mancato secondo giallo a Pjanic, ma dopo 8 anni il VAR non può ancora intervenire), ma anche modalità di accesso e carriera della classe arbitrale: il campo riflette la confusione organizzativa, ed in Serie A si arbitra in modo diverso rispetto alla Serie C.
Esultanza Bastoni
Lo sport è lo stesso, eppure si arbitra (si sbaglia?) in modo diverso. Infine (ma la lista è ancora lunga) giù la maschera alle istituzioni: bloccare trasferte a targhe alterne, chiudere settori ospiti ma non a tutti. Non è che niente niente si va a privilegiare altri grandi eventi, e quindi viste le poche risorse a disposizione non si ha la forza di assicurarne l’ordine per tutti? E allora in questo Carnevale, merita quasi più compassione Bastoni, che va di fronte alla prossima tempesta social per un’esultanza antisportiva, ma che per primo, almeno, la maschera se l’è tolta.