I nerazzurri lavorano a Interello per adattarsi al campo artificiale: la gara d’andata apre un tour de force decisivo
Dopo il successo nel derby d’Italia contro la Juventus, partita accompagnata da polemiche per le accuse rivolte ad Alessandro Bastoni, l’Inter ha ripreso la preparazione con una scelta che non è passata inosservata.
La squadra guidata da Cristian Chivu non si è allenata nel consueto centro sportivo, ma si è ritrovata a Interello, casa del settore giovanile nerazzurro. Una decisione precisa, studiata nei dettagli dallo staff tecnico.

Perché l’Inter si è allenata sul sintetico
La motivazione è strettamente legata alla prossima sfida europea contro il Bodø/Glimt. Il confronto rappresenta la gara d’andata e inaugura una fase particolarmente intensa della stagione nerazzurra.
Lautaro Martinez e compagni hanno svolto l’intera seduta su un campo sintetico di ultima generazione per prendere confidenza con una superficie differente rispetto all’erba naturale.
Un aspetto tutt’altro che marginale.
Il sintetico incide su:
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Velocità e rimbalzi del pallone
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Tempi di controllo e trasmissione
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Intensità nei duelli individuali
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Gestione delle seconde palle
In contesti nordici, dove questa tipologia di campo è diffusa, l’adattamento può fare la differenza.
Andata europea e calendario fitto: inizia il tour de force
La partita contro il Bodø/Glimt non è soltanto una sfida internazionale: è il primo atto di un periodo ricco di impegni ravvicinati tra campionato e coppe.
L’Inter si trova al vertice e deve difendere la propria posizione, ma allo stesso tempo vuole essere protagonista anche in Europa. Da qui la scelta di non lasciare nulla al caso e di preparare la trasferta curando ogni minimo dettaglio tecnico.
Segnale forte: meno polemiche, più lavoro
Dopo un derby acceso dentro e fuori dal campo, il messaggio che arriva dal quartier generale nerazzurro è chiaro: concentrazione massima e preparazione meticolosa.
Niente distrazioni, nessuna replica alle polemiche. Solo lavoro.
Perché quando si apre un ciclo di partite decisive, sono spesso i dettagli — anche la scelta di una superficie di gioco — a determinare il risultato finale.