Inchiesta ultras, nuova accusa per Giuseppe Poerio: doveva uccidere Beretta

Nuovi risvolti sull’inchiesta che riguarda gli ultras di Inter e Milan. E nuova accusa nei confronti di Giuseppe Poerio: tutti i dettagli e la ricostruzione di Calcio & Finanza.

Le inchieste sull’ambiente ultras milanese continuano a produrre sviluppi e nuovi arresti. Nelle ultime ore è stata eseguita una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Poerio, 32 anni, già detenuto per reati legati agli stupefacenti e coinvolto nell’indagine “Doppia curva” della Procura di Milano sui gruppi organizzati di San Siro. Per lui l’accusa è di tentato omicidio ai danni di Andrea Beretta, oggi collaboratore di giustizia e detenuto per l’assassinio di Antonio Bellocco.

Inchiesta ultras, nuova accusa per Giuseppe Poerio: doveva uccidere Beretta (Screen YouTube)

Inchiesta ultras, i dettagli su Poerio

Secondo gli accertamenti svolti dalla Polizia e coordinati dal pm della Dda Paolo Storari, come riportato da Calcio & Finanza Poerio avrebbe sparato sei colpi di pistola nel luglio 2025 durante uno scontro. Nell’ordinanza firmata dalla gip Sara Cipolla si evidenzia inoltre che l’indagato, in precedenza, «si sarebbe messo a disposizione per l’esecuzione materiale dell’omicidio» di Beretta, un piano che poi non venne portato a termine.

A rafforzare questa ricostruzione sono le dichiarazioni di Marco Ferdico, ex figura di vertice della Curva Nord interista, arrestato sia per l’inchiesta “Doppia curva” sia per l’omicidio di Boiocchi, del quale Beretta ha ammesso di essere stato il mandante. Ferdico ha indicato Poerio, soprannominato “il Pinna”, come «incaricato dell’esecuzione materiale» dell’eventuale omicidio, dietro un compenso di 100mila euro. Le indagini hanno ricostruito che, una volta scoperto il progetto per eliminarlo, Beretta avrebbe reagito uccidendo Antonio Bellocco, esponente di una nota famiglia della ‘ndrangheta e membro del direttivo della Curva Nord.

La misura cautelare riguarda in particolare un episodio del 29 luglio, quando Poerio avrebbe fatto fuoco con un’arma «detenuta illegalmente» nel cortile di uno stabile milanese contro individui «non identificati», al termine di una «lite». Gli investigatori parlano di un «regolamento di conti» maturato nell’ambito dello spaccio di droga e descrivono l’azione come un «agguato militare» ai danni di persone ritenute vicine «alla famiglia Flachi del quartiere di Bruzzano».

Inchiesta Ultras, il retroscena su Poerio

Poerio ha alle spalle condanne definitive per rapina, violazioni in materia di armi, violenza privata e altri reati. Nell’indagine “Doppia curva” è ritenuto «vicino» a Ferdico. In un verbale del 9 settembre 2025, quest’ultimo ha dichiarato al pm Storari: «io volevo ammazzarlo», riferendosi a Beretta, spiegando di aver contattato “Pinna” per agire durante un eventuale permesso premio. «Fino al giorno prima che morisse Bellocco — ha messo a verbale Ferdico — io continuavo a proporre di ammazzare Beretta». Un piano condiviso, ha precisato, da «me, Bellocco e D’Alessandro», anche lui imputato nel procedimento per l’omicidio Boiocchi.

La versione è stata confermata anche dal padre di Ferdico, detenuto a sua volta, secondo cui l’idea era quella di drogare Beretta per farlo addormentare e «poi ci avrebbe pensato questo Pinna».

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