Juventus in crisi: errori di dirigenza, mercato sbagliato e squadra senza identità.
La Juventus sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia recente. È un periodo in cui sembra andare tutto storto e, in questa spirale negativa, le responsabilità vanno suddivise equamente tra società, squadra e contesto esterno.

Juventus penalizzata? Tra arbitraggi e decisioni discutibili
Una parte delle difficoltà bianconere è legata a episodi arbitrali controversi che hanno condizionato risultati e morale. Decisioni percepite come penalizzanti hanno alimentato malumori nell’ambiente, tra tifosi e addetti ai lavori, calendario sfavorevole, mancati anticipi, tanti fattori avversi.
Fa discutere anche il diverso trattamento mediatico e disciplinare rispetto ad altri club. Emblematico il caso di Alessandro Bastoni, graziato dall’arbitro non come Kalulu da Gravina con grandi polemiche, mentre in alcune piazze – come Lecce – il pubblico ha espresso apertamente il proprio dissenso.
Alla fine, però, il vero giudice non è solo il giudice sportivo: è lo stadio. Il pubblico capisce chi merita applausi e chi invece i fischi. Chivu l’ha definita una settimana di m***** purtroppo non abbiamo un termine adeguato per descrivere quella bianconera.
Juventus: dirigenza e mercato fallimentare
Se una parte delle responsabilità può essere attribuita agli episodi esterni, la quota maggiore riguarda società e area tecnica.
La dirigenza si è dimostrata inadeguata nella costruzione della rosa. Il calciomercato estivo non ha portato rinforzi all’altezza, anzi ha indebolito la squadra con cessioni discutibili.
Ancora più deludente il mercato invernale: nessun intervento mirato per risolvere problemi evidenti come infortuni ricorrenti o carenza di un vero attaccante. Nel gennaio precedente erano arrivati giocatori come Randal Kolo Muani, Renato Veiga e Kelly, ma oggi manca una strategia chiara e coerente. La sensazione è che non ci sia una visione tecnica solida dietro le scelte.
Manca lo spirito Juve
Le colpe, però, non possono ricadere solo sulla dirigenza. Anche i giocatori hanno grandi responsabilità.
Il rendimento altalenante, la presunzione di alcuni elementi e la tendenza a sbagliare nei momenti decisivi sono segnali preoccupanti. Molti calciatori attualmente in rosa sembrano non comprendere cosa significhi indossare la maglia della Juventus: sacrificio, identità, senso di appartenenza.
In passato il club ha attraversato periodi bui, ma non era mai mancata la dignità e la voglia di lottare. Oggi, invece, la squadra appare fragile, poco combattiva, quasi un “tappetino” su cui avversari e sistema sembrano imporsi con facilità, dove federazioni, arbitri e avversari si puliscono i piedi, un tappetino zebrato o se preferite a strisce orizzontali. Impresa con il Galatasaray possibile? Nulla è impossibile, ma sarei stupido soprattutto dopo Juventus-Como.
Inter, gira tutto bene. Tra Serie A ed Europa
Se per la Juventus il momento è complicato, per l’Inter sembra andare tutto nella direzione giusta. Nonostante una sconfitta europea contro il Bodo/Glimt, i nerazzurri sono riusciti comunque ad aumentare il vantaggio in classifica sul Milan, raddoppiandolo, dimostrando solidità mentale e continuità di rendimento.
Inter, vantaggio sul Milan e gestione intelligente
Anche in una settimana complessa, segnata da assenze e polemiche arbitrali, l’Inter ha mantenuto il controllo della situazione. La squadra ha perso alcuni giocatori per infortunio, ma non ha perso punti pesanti in campionato, consolidando la leadership.
Il gap con il Milan resta significativo e, anche in vista del derby, i nerazzurri possono permettersi una gestione più serena delle energie. Un eventuale passo falso non comprometterebbe un cammino fin qui costruito con programmazione, qualità e qualche episodio più che amico.
Bodo-Glimt: perché la rimonta è possibile
Chi teme una clamorosa eliminazione contro il Bodo/Glimt può stare tranquillo: l’Inter è nettamente superiore sul piano tecnico e dell’esperienza internazionale. Sarebbe un suicidio non passare il turno e non crediamo a chi descrive questo simpatico gruppo di pescatori del mare del Nord come una formazione che incute timore, finirà 4-1 ad essere stretti.
Per qualificarsi bastano due gol per portare la sfida ai supplementari. Considerando il potenziale offensivo dei nerazzurri e la spinta di San Siro, è realistico immaginare che le reti possano arrivare già nel primo tempo.
Non mancano, certo, episodi discussi: tra decisioni arbitrali favorevoli, ammonizioni “strategiche” e gol contestati in Europa, la settimana interista è stata ricca di polemiche.
Tuttavia, al di là delle interpretazioni, resta un dato oggettivo: la squadra è forte, strutturata e costruita per vincere.
Calciomercato e struttura: Inter esempio di programmazione
A differenza di altre realtà italiane, l’Inter ha lavorato con coerenza sul mercato, rinforzando la rosa con profili funzionali al progetto tecnico. La squadra appare equilibrata in tutti i reparti, con alternative credibili e un’identità di gioco chiara. Anche l’infortunio di Lautaro Martínez non cambia la prospettiva generale: il collettivo è solido e in grado di sopperire alle assenze.
Atalanta e Borussia Dortmund: chance italiana in Europa
Occhi infine, puntati anche sull’Atalanta, in crescita e pronta a giocarsi le proprie carte contro il Borussia Dortmund. La squadra bergamasca sta vivendo un buon momento di forma e può seriamente ambire al passaggio del turno se farà la gara perfetta-
Pronostici: fiducia alle squadre nerazzurre
Auguri a tutte le italiane impegnate in Europa, ma se si dovesse puntare una fiche, la scelta cadrebbe sulle squadre con la maglia nerazzurra, questa Juventus, invece, è troppo pazza, anche se forse serve una partita di questo tipo per crederci.