Atalanta, rimonta clamorosa: 4-1 al Dortmund. Al 98’ decide Samardzic

Sotto 2-0 dopo l’andata al Borussia Dortmund, l’Atalanta ribalta tutto alla New Balance Arena: 4-1 ai tedeschi e qualificazione agli ottavi di UEFA Champions League al termine di una sfida epica e ricca di colpi di scena.

Dopo il 2-0 dell’andata in favore dei tedeschi del Borussia Dortmund, l’Atalanta risponde con carattere e qualità davanti al proprio pubblico.

La Dea vince 4-1 alla New Balance Arena e ribalta la gara di una settimana fa al Westfalen Stadion. Una rimonta clamorosa quella della squadra di Raffaele Palladino che continua a stupire. Un’inversione di tendenza anche in campionato rispetto alla gestione Juric, quando la Dea faticava nel torneo di Serie A.

Lazar Samardzic, centrocampista dell'Atalanta.
Lazar Samardzic (fonte immagine Atalanta)

La gara

La Dea forte e sblocca subito il risultato con Gianluca Scamacca al 5’, riaccendendo le speranze di rimonta. Poco prima dell’intervallo arriva anche il raddoppio firmato da Davide Zappacosta, che ristabilisce l’equilibrio complessivo.

Nella ripresa Mario Pasalic completa il sorpasso al 57’, facendo esplodere lo stadio. Al 75’, però, Karim Adeyemi trova la rete che riapre i giochi, rendendo il finale incandescente e ricco di tensione.

La Dea in pieno recupero riparte con Pasalic. Il cross trova Krstovic con Kobel fuori posizione. Il montenegrino può segnare di testa, ma Bensebaini lo colpisce con i tacchetti alla testa. Per l’arbitro Sanchez inizialmente non è rigore, poi il Var Cuadra Fernandez lo richiama: è penalty e rosso per il difensore del Dortmund. Espulsi anche Scalvini e Schlotterbeck per proteste.

Dal dischetto Samardzic è glaciale: destro perfetto all’incrocio e partita chiusa.

L’avversario della Dea agli ottavi di finale

Un’altra serata europea storica per la Dea e per tutto il calcio italiano. L’Atalanta vola così agli ottavi, dove affronterà una tra Arsenal e Bayern Monaco, l’avversario lo scoprirà nel sorteggio dei prossimi di giorni a Nyon. Il 4-2 finale entra nella storia, non solo del club nerazzurro ma dell’intero calcio italiano.

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