“Leao non ha continuità e non è al 100% ma non posso criticarlo perché, da un momento all’altro, tirerà fuori una magia in campo e in più guadagna molto giocando nel Milan e nel Portogallo. Sicuramente non è un leader per tutta la stagione come lo erano Messi e Neymar.”
Parole che arrivano da Marcel Desailly, ex leggendario difensore di un certo spessore, in un’intervista esclusiva ai colleghi del The Italian Football Podcast. Il 57enne francese, nel corso della sua gloriosa carriera, ha giocato a Londra con la maglia del Chelsea e, per l’appunto, al Milan.

La questione Leao spacca in due i tifosi rossoneri
“Il giorno in cui lo critichi lui tirerà fuori una magia in campo. E tu resti lì, senza sapere più cosa dire. In 5 secondi cancella tutta la negatività che gli hai riversato addosso. È un giocatore importante per la squadra, ma non può mai esserne l’uomo principale”.
L’ex centrale del Milan sente di potergli anche dare un consiglio: “Non è mentalmente pronto a studiare dove può migliorare fisicamente, anche perché forse non può dare di più. Potrebbe lavorare su alimentazione, allenamento o altro per trovare la famosa continuità. È un problema nel sistema perché non rientra in fase difensiva.”. E questo per Desailly significa solo che “non ha le gambe per rientrare in posizione. Potrebbe essere da Pallone d’Oro, ma siamo sicuri lo voglia per davvero? Il suo entourage è abbastanza intelligente da dirgli: ‘quello che hai fatto è ottimo, ma per arrivare al livello successivo devi cambiare alcune cose’? Al momento, questo rendimento è il massimo che ci possiamo aspettare da Leao”.
Desailly e quel retroscena in finale di Champions
Spazio anche per un retroscena con Cruijff prima della storica finale di Champions tra Milan e Barcellona: “Le sue parole ci aiutarono molto. Il mister non fece il discorso in hotel ma nello spogliatoio, insieme all’assistente, con una copia del giornale con la frase in cui dicevano che eravamo scarsi. Ma di cosa stiamo parlando? Avevamo Donadoni, Albertini, Savicevic e me, tutti giocatori internazionali. Dire che il Milan non fosse niente di speciale mentre stavamo per vincere la Serie A ci motivò tantissimo”.
E su Capello: “Lui, assieme allo staff, furono molto intelligenti nel darci la giusta adrenalina. Il Barcellona, avendo da poco vinto la Liga, era un po’ appagato. Quindi, la loro adrenalina era calata e contro quel Milan non ci fu battaglia. Poi, con un Marcel Desailly incredibile… (ride)”.
Bastoni accostato al Barcellona
Il francese esprime anche un giudizio sulla questione Bastoni e il paragone con un’altra leggenda come Paolo Maldini: “Penso sia stato continuo, è all’Inter da circa 7 stagioni e ha sempre fatto bene indipendentemente dall’allenatore. Hanno vinto il campionato grazie alla sua continuità e alla capacità di leggere il gioco ma non penso sia un leader internazionale di altissimo livello, il suo limite è quello e in Europa i sistemi sono diversi. Il suo approdo al Barcellona gioverebbe a tutti: per lui sarebbe una buona esperienza, mentre i blaugrana hanno grandi lacune difensive, motivo per cui non vincono la Champions League.”
Sul rapporto con Gattuso: “E’ riuscito ad adattarsi a sinistra, se vuoi paragonarlo a Maldini…ma non è nemmeno la metà”.
Chi vincerà Champions e Mondiale?
Poi, una dichiarazione sul Bayern Monaco, una delle squadre favorite per la vittoria della Champions League: “Guardando le rose, vince Kompany per la continuità mostrata in Bundesliga nelle ultime due stagioni. Psg altalenante a causa degli infortuni, il Real Madrid un disastro in Liga”.
Infine, un pensiero sul Mondiale alle porte: chi lo vincerà? “Devo dire Francia, altrimenti Deschamps mi uccide (ride). Didier è riuscito a costruire due squadre diverse. Abbiamo un potenziale enorme, così come lo è quello della Spagna. La sorpresa, però, potrebbe essere il Portogallo. Hanno giocatori di talento. Mi piacerebbe che Cristiano avesse una ricompensa come quella che ha avuto Messi”.