Giovanni Malagò, il prescelto dei club di Serie A per la candidatura alla presidenza della FIGC dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, torna a parlare del proprio futuro.
Giovanni Malagò, il prescelto dei club di Serie A per la candidatura alla presidenza della FIGC dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, torna a parlare del proprio futuro. A margine dell’incontro avuto con i club ha infatti spiegato che gli sembrava doveroso confrontarsi con chi “ha pensato a me per questa candidatura”.

Le parole di Malagò
Queste le parole di Malagò in conferenza: “Il presidente Simonelli mi aveva consegnato un documento contenente alcuni key-point che interessano la Lega, ma oggi non abbiamo parlato di questo programma”, ha spiegato. Questo perché “si deve intersecare con incontri con altre componenti”.
“Io non ho certezza di continuare con la candidatura” – ha svelato – “lo farò solo dopo gli incontri con altre componenti: giornalisticamente, la notizia è che non sono preoccupato di quello che possa essere il risultato elettorale del 22 giugno”.
Sulla scelta del CT della Nazionale: “Io ottimista come Allegri? Se l’era preparata… Devo dirle la verità: ho visto che sono 6-7 i commissari tecnici. Ma non so se mi candido, posso sapere chi allena la Nazionale? Fermo restando che con Allegri, come con altri, ho stima e buoni rapporti. Ma di che parliamo”.
Sui tempi: “Se scioglierò i dubbi entro una settimana? Non credo. Finirò la settimana e raccoglierò anche le idee, sarà importante anche incontrare il presidente Abete, devo fare un programma. Penso che arriveremo, non dico a ridosso del 13 maggio, ma quasi”.
Su Abodi: “Dopo che avrò parlato con le componenti sarà importante parlare con il ministro Abodi, ci mancherebbe. Devo dare priorità al mondo sportivo: se le altre componenti non sono d’accordo ringrazierò la Serie A e mi fermerò”.
Su Abete: “Io di Giancarlo non posso che parlare bene. Abbiamo una storia sportiva molto diversa, ognuno ha il suo percorso”.