Italia al Mondiale 2026 senza qualificazione? Il no di CONI e Governo all’ipotesi ripescaggio

La proposta di un ripescaggio dell’Italia al Mondiale 2026 accende il dibattito. Dall’idea di Zampolli alle tensioni sull’Iran, fino al netto rifiuto delle istituzioni sportive italiane, che ribadiscono un principio chiave: ai Mondiali si va solo meritandolo sul campo.

L’ipotesi di vedere l’Italia al Mondiale 2026 da ripescata continua a far discutere, ma in patria la posizione sembra chiara: un eventuale ripescaggio non convince quasi nessuno. L’idea, lanciata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per le partnership globali, ha acceso il dibattito internazionale.

Zampolli ha dichiarato di aver suggerito a Donald Trump e al presidente della FIFA Gianni Infantino la possibilità che gli Azzurri possano sostituire l’Iran in caso di rinuncia della nazionale persiana.

Andrea Abodi e Luciano Buonfiglio dicono no al ripescaggio dell’Italia al Mondiale 2026
Andrea Abodi e Luciano Buonfiglio dicono no al ripescaggio dell’Italia al Mondiale 2026 (Fonte immagine YouTube)

Come nasce la proposta dell’Italia al Mondiale 2026?

La proposta nasce dal clima di incertezza che circonda la partecipazione iraniana. Un’incertezza legata ovviamente alle tensioni politiche e alla possibilità che Teheran decida di ritirare la squadra dalla competizione. Un’eventualità che aprirebbe uno scenario senza precedenti, con la FIFA che, in base ai regolamenti, avrebbe il potere discrezionale di scegliere la nazionale sostituta.

L’Asia spinge per una soluzione interna alla propria confederazione, ma il peso storico dell’Italia – quattro mondiali in bacheca – viene visto come un argomento forte, soprattutto in chiave mediatica per un torneo che si giocherà in Nord America.

Le reazioni delle istituzioni dello sport italiano

Nonostante questo scenario, in Italia le reazioni istituzionali sono state fredde. Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha respinto con fermezza l’ipotesi: secondo lui, la qualificazione ai Mondiali deve arrivare esclusivamente dal campo. Dello stesso avviso il ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha ribadito come un ripescaggio non sarebbe opportuno né coerente con i valori dello sport.

L’Iran non molla: vuole partecipare

Dal lato opposto, il governo iraniano continua a prepararsi come se la partecipazione fosse certa. La portavoce Fatemeh Mohejerani ha confermato la piena preparazione della nazionale. Il presidente della federazione calcistica iraniana Mehdi Taj ha sottolineato che la squadra resta pronta ma “obbediente” alle decisioni delle autorità. Il debutto è previsto il 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda, anche se il quadro politico resta fluido.

Il valore politico della proposta

Dietro l’iniziativa di Zampolli si intravede anche una dimensione diplomatica: l’idea di ripescare l’Italia al Mondiale 2026 potrebbe contribuire a rafforzare i rapporti tra Trump e Giorgia Meloni, recentemente messi alla prova dalle tensioni geopolitiche. Tuttavia, al di là delle suggestioni politiche e mediatiche, la sensazione è che l’Italia non voglia arrivare al Mondiale “dalla porta di servizio”.

 

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