Sono giorni delicati per il mondo del calcio italiano. Le notizie dell’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri non possono lasciare indifferenti appassionati e tifosi. Segui su SPORTITALIA gli ultimi aggiornamenti sull’inchiesta con un live testuale che vi spiega approfonditamente ogni passaggio.
Gli aggiornamenti in diretta
14:00 Massimo De Santis, figura centrale delle cronache di Calciopoli nel 2006 e oggi impegnato nella professione legale, è tornato a parlare in una lunga intervista concessa al Corriere della Sera. “Calciopoli è stata un’occasione persa. Io sono stato condannato (un anno in Cassazione per associazione a delinquere, ndr), quella però fu un’inchiesta in cui non ci fu la voglia di cercare la verità, bisognava solo dimostrare un teorema. Due cose. La prima: per come è strutturata, la Procura federale è inutile. La seconda: Rocchi doveva andar via tanto tempo fa, ma la Figc ha preso il sopravvento sull’Aia e l’ha protetto. Dirige arbitri che non sono cresciuti. Lui adesso, e Rizzoli prima, si sono avvantaggiati dell’azzeramento di una classe arbitrale e di una classe dirigente che contava su Paparesta, Pieri e Dattilo, tutti top, tutti migliori”.
Poi: “Non ci vedo nulla di male se un dirigente si confronta con un designatore. Tutti parlano della bussata di Udinese-Parma. Non mi interessa. A far pensare male sono le spiegazioni, che venivano pubblicamente date da Rocchi e dai suoi uomini a “Open Var”, a volte diametralmente opposte su episodi simili. Il Var per come è utilizzato fa sospettare. L’errore dovrebbe essere quasi azzerato. E invece come puoi convincermi che tra campo e Var si continui ancora a sbagliare? Come puoi convincermi che il fotogramma del fuorigioco sia fatto al momento giusto? Due soluzioni concrete: il Var a chiamata, come si fa in Serie C. E cambiare il sistema dei voti: come può un osservatore con poche gare dirette, magari nei Dilettanti, giudicare un arbitro di A? Troppo facile influenzarlo”.

13:00 Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia, è intervenuto sul “caso Rocchi” attraverso le colonne del Foglio: “E’ il solito schema. Basta un avviso di garanzia per chiedere e pretendere conseguenze irreversibili. E’ incivile che un provvedimento a tutela dell’indagato rappresenti un macigno reputazionale, prima ancora che la difesa abbia detto una parola. Il fatto che l’inchiesta riguardi uno sport popolare, produce effetti mediatici ancora maggiori. I giornali, in cima ad ogni articolo dovrebbero ricordare ai lettori che ogni anno 400 mila persone vengono indagate e poi archiviate. Una mera contestazione è presa dai media per oro colato, quando sappiamo che molte di queste vengono poi smentite alla prova dei fatti. Servirebbe più cautela da parte della stampa a tutela di chi è indagato, ma anche dei cittadini che non necessariamente hanno le competenze giuridiche per comprendere la valenza degli atti di un procedimento penale. E bisognerebbe evitare di trasformare un mero atto di indagine in una sentenza”.
Trasferimento dell’indagine a Monza?
12:00 Secondo quanto riportato da Today e dall’Ansa, le indagini traggono origine da una denuncia relativa a Inter-Verona (2024) e dall’esposto dell’ex guardalinee Domenico Rocca. Sotto la lente dei magistrati figurano episodi controversi in Udinese-Parma (marzo 2025), la designazione di Bologna-Inter (aprile 2025) e presunti accordi per evitare arbitri “sgraditi” (come Daniele Doveri) in match decisivi e nella finale di Coppa Italia. Il fascicolo potrebbe presto essere trasferito per competenza territoriale alla Procura di Monza: il centro di controllo VAR si trova infatti a Lissone, ricadendo geograficamente sotto la giurisdizione brianzola.
10:00 L’inchiesta della Procura di Milano sull’Associazione Italiana Arbitri si aggrava. Gianluca Rocchi, designatore di Serie A e B, si è autosospeso per rispondere dell’accusa di concorso in frode sportiva. Oltre ai dubbi su specifiche partite, le indagini di Repubblica rivelano una rete di contatti “fittissima” tra Rocchi e i dirigenti di ben 29 club. Mentre Rocchi sarà interrogato giovedì 30 aprile, la Procura FIGC attende gli atti. Qualora emergessero pressioni o contatti illeciti, il rischio per i club è quello di sanzioni per responsabilità oggettiva (multe o penalizzazioni). La dichiarazione di Gianluca Rocchi: “Ho sempre agito correttamente”. L’inchiesta punta a chiarire se la distinzione tra chi giudica e chi è giudicato sia stata compromessa da una gestione opaca dei rapporti di potere.
Inter-Roma: “Fatti i fatti tuoi”
9:00 L’inchiesta della Procura di Milano sull’AIA si allarga, coinvolgendo le testimonianze di 29 arbitri che denunciano il cosiddetto “sistema Rocchi“. Il designatore è accusato di mantenere rapporti illeciti con i club per tornaconto personale. Al centro delle indagini figura il match Inter-Roma del 27 aprile 2025. L’ex assistente Domenico Rocca contesta la disparità di trattamento rispetto ad altre gare: “Perché Rocchi si alza per “bussare” per richiamare Paterna Var e Sozza Avar in Udinese-Parma e invece in Inter-Roma, Gervasoni, supervisore di giornata, non “bussa” ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto […] a favore dell’Inter? Errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli?!”
Secondo le ricostruzioni, nonostante il fallo evidente di Ndicka su Bisseck, il VAR avrebbe zittito l’assistente su input del supervisore Gervasoni: “fatti i fatti tuoi”. L’audio di quel confronto, che avrebbe influenzato la corsa scudetto, non è mai stato reso pubblico.