L’Udinese vince 2-0 a Cagliari grazie ai gol di Buksa e Gueye, ma nel finale esplode la tensione. Ecco la ricostruzione di quello che è successo e le reazioni dei protagonisti dopo le accuse di razzismo volate in campo.
L’Udinese vince 2-0 a Cagliari grazie ai gol di Buksa e Gueye, ma nel finale esplode la tensione. Ecco la ricostruzione di quello che è successo e le reazioni dei protagonisti dopo le accuse di razzismo volate in campo, con l’attaccante dei friulani, Keinan Davis uscito dal campo furioso.

Cagliari-Udinese, la partita
L’Udinese espugna Cagliari con un netto 2-0, costringendo i sardi a rinviare la festa salvezza. Nonostante un primo tempo dominato dai padroni di casa, vicini al vantaggio con Gaetano ed Esposito (fermato da un prodigioso Okoye), i friulani hanno saputo soffrire e colpire al momento giusto. Dopo un rigore assegnato e poi revocato dal VAR al Cagliari, la gara cambia nella ripresa: l’ingresso di Zaniolo scuote l’Udinese, che sblocca il match al 56′ con un inserimento vincente di Buksa su cross di Kamara.
Nel finale, il Cagliari tenta l’assalto disperato, ma si scontra con i salvataggi sulla linea di Mlacic e Karlstrom. In pieno recupero, al 96′, Gueye sigilla il raddoppio su assist di Atta. La sfida si è chiusa in un clima teso: l’arbitro ha sospeso brevemente il gioco dopo che Davis ha segnalato presunti insulti razzisti. L’arbitro lo ha inizialmente ammonito per poi tornare sui suoi passi, capendo il motivo per il quale si era arrabbiato. Non è chiaro se tali insulti siano effettivamente stati pronunciati e da chi.
Zaniolo esplode: il messaggio social
A fine gara Nicolò Zaniolo ha scritto su Instagram: “Il collega (se si può definire tale) che oggi si è permesso di insultare i miei figli e insultare il mio compagno per il suo colore della pelle, dovrebbe vergognarsi e non calcare più i campi di calcio”.
Pisacane difende Dossena: le sue parole
Così Pisacane, allenatore del Cagliari, a fine gara: “Cosa è successo nel finale? Ho parlato con Alberto e non so perché sia successo questo. Sono cose di campo. Il ragazzo mi ha detto che è stato tranquillissimo. Mi fido dell’uomo, Alberto (Dossena, n.d.r.) lo conosco da anni e credo ciecamente in lui. Dal mio punto di vista la percezione è stata confusa, perché ero lontano e ho chiesto al mio giocatore, che mi ha detto di non aver sentito nulla. Io mi fido di lui, perché lo conosco da anni ed è una persona seria. Tornerei a parlare di calcio”.