Fuori e dentro lo Stadio di San Siro esplode la contestazione dei tifosi del Milan contro Giorgio Furlani: cori, striscioni e un lungo comunicato della Curva Sud accusano la dirigenza di scarsa ambizione e chiedono cambiamenti immediati ai vertici del club rossonero storico.
La serata di Milan–Atalanta è stata preceduta da una dura contestazione dei tifosi rossoneri contro la dirigenza e, in particolare, contro l’amministratore delegato Giorgio Furlani e il proprietario Gerry Cardinale. Fuori e dentro Stadio San Siro, la protesta ha accompagnato l’avvicinamento alla partita con cori, striscioni e una coreografia che non ha lasciato spazio a interpretazioni.

La scritta della Curva Sud
All’esterno dell’impianto milanese i sostenitori hanno preso di mira la società con slogan e fanzine distribuite dalla Curva Sud, mentre all’interno dello stadio è comparsa una scritta luminosa composta con le torce: “GF OUT”. Un messaggio diretto che identifica Furlani come principale responsabile della crisi tecnica e dei risultati del club.
🚨🔴⚫️ Milan fans are protesting against their CEO Giorgio Furlani. They produced a choreography with lights that say ‘GF OUT’. Chants also heard of ‘Furlani get the hell out’ 📢😳 (@AntoVitiello) pic.twitter.com/DfhSCMMaU5
— EuroFoot (@eurofootcom) May 10, 2026
Il comunicato diffuso prima della partita
Il lungo comunicato diffuso dagli ultras ripercorre il percorso degli ultimi anni, partendo dal ricordo dello scudetto conquistato quattro stagioni fa: “Esattamente quattro anni fa festeggiavamo uno degli scudetti più belli della storia del Milan… E oggi, dopo quattro anni, dove siamo arrivati?”. Una domanda che sintetizza il senso di smarrimento del tifo organizzato, convinto che quel progetto vincente sia stato smantellato: “Quella squadra vincente è stata smantellata completamente da una dirigenza totalmente incapace e incompetente”.
Nel mirino della Curva Sud c’è soprattutto la gestione societaria: “Giorgio Furlani resta caparbiamente in piedi sulle macerie del suo fallimento sportivo”. I tifosi accusano la proprietà di privilegiare l’aspetto economico rispetto all’ambizione sportiva, parlando di una visione “esclusivamente finanziaria e speculativa basata sul solo tornaconto economico”.
I punti della contestazione
Il comunicato insiste anche sul rapporto deteriorato con la tifoseria. “Oggi siamo di fronte a uno stadio svuotato di qualsiasi sentimento e privo di quell’anima che lo ha sempre reso unico”, si legge nel testo. Un passaggio che sottolinea la distanza tra club e sostenitori, aggravata da decisioni ritenute impopolari su biglietteria e gestione dello stadio.
Tra le accuse più forti c’è quella di aver ridimensionato le ambizioni sportive: “Come può esistere un Milan che non lotta per lo scudetto e si accontenta del secondo, terzo, quarto posto?”. La Curva denuncia anche l’ossessione per i ricavi della Champions League: “Non si può accettare che il più grande traguardo sia il piazzamento Champions per incassare gli introiti”.
Il comunicato si conclude con una richiesta esplicita: “È giusto che Giorgio Furlani faccia le valigie e vada via dal Milan”. Un messaggio netto che sintetizza la protesta di una tifoseria delusa, ma pronta a continuare a sostenere la squadra: “Noi ci siamo sempre stati e ci saremo sempre nel bene e nel male”.