Il tecnico gialloblù difende la prestazione del Parma e punta il dito sugli episodi arbitrali del finale contro la Roma. Orgoglio per squadra e tifosi, ma forte richiesta di rispetto dopo una sconfitta maturata nei minuti di recupero.
Il post partita di Parma–Roma è stato dominato dalle parole di Carlos Cuesta, visibilmente amareggiato per il finale che ha consegnato ai giallorossi una vittoria per 2-3 maturata nei minuti di recupero. Il tecnico gialloblù ha parlato con orgoglio della prestazione dei suoi, ma soprattutto ha denunciato episodi arbitrali che, a suo giudizio, hanno cambiato l’inerzia della partita.

L’orgoglio del tecnico
“Sono molto orgoglioso dei ragazzi, sono molto orgoglioso della prestazione”, ha esordito l’allenatore. Cuesta ha voluto sottolineare non solo la prova della squadra, ma anche il sostegno del pubblico: “Sono orgoglioso di quanto ci hanno dato tutti i tifosi, dell’energia che c’era nello stadio”. Un clima che, secondo il tecnico, meritava un epilogo diverso.
La protesta di Cuesta
Il punto centrale del suo intervento riguarda però la direzione arbitrale e gli episodi del finale. Cuesta è stato diretto: “È ovvio tutto quello che è successo, l’ha visto tutto lo stadio, l’ha vista tutta Italia”. Una frase che racchiude il senso della sua frustrazione, ribadita più volte durante l’intervista. L’allenatore ha parlato di rispetto, richiamando la storia del club: “Il Parma merita rispetto. È un club storico, uno dei più importanti in Italia per quello che ha fatto a livello europeo”.
Per rafforzare la sua posizione, il tecnico ha ricordato un episodio passato per dimostrare la propria onestà: “C’è stato un possibile rigore contro il Napoli dove c’era una mano. Io sono stato il primo a venire qui e dire che non c’era niente”. Un passaggio che Cuesta ha voluto usare come premessa per spiegare la sua presa di posizione odierna: “Ma oggi penso che sia troppo ovvio”.
Il momento chiave, secondo l’allenatore, è arrivato dopo il vantaggio dei suoi nel finale: “C’è una dinamica molto ovvia dal 2-1 fino al 2-3”. Cuesta non si riferisce soltanto agli episodi nell’area gialloblù, ma anche a ciò che è accaduto quando la squadra ha provato a chiudere la partita: “Non significa solo gli eventi nella nostra area di rigore, ma anche tutto quello che è successo quando abbiamo provato ad andare avanti e a fare il 3-2”.
Particolarmente duro poi il commento sul contatto che ha coinvolto l’attaccante subentrato: “Il fallo su Pellegrino? Troppo ovvio”.