Venezia, Stroppa in esclusiva a SI: “Futuro? C’è la volontà di restare”

E’ intervenuto in esclusiva a Sportitalia l’allenatore del Venezia, Giovanni Stroppa. Si è parlato dell’ultima stagione in Serie B della sua squadra ma anche di tanto altro. 

Giovanni Stroppa, allenatore del Venezia ha parlato durante la trasmissione SportitaliaMercato, rispondendo alle domande del nostro direttore Michele Criscitiello. Si è parlato dell’ultimo campionato di Serie B, vinto e dominato dalla sua squadra ma anche di tanto altro. Dal futuro del calcio italiano, ai tanti giovani che giocano in Serie B ma non solo. L’allenatore del Venezia si è detto più che possibilista sulla sua permanenza anche nella prossima stagione di Serie A. Ecco l’intervista integrale realizzata in puntata.

Giovanni Stroppa, allenatore Venezia
Stroppa in esclusiva a Sportitalia

 

Le parole di Stroppa

Come si fa a diventare un mago nelle promozioni: “Intanto bisogna avere ottimi giocatori. Si parte da lì e poi deve esserci una società che ti da una mano. Le idee fanno la differenza fino ad un certo punto, perché poi i giocatori che hai a disposizione singolarmente nelle giocate possono fare quel quid in più. Oltre alle 4 promozioni dalla B alla A aggiungo anche quella del Foggia che rimane dentro, negli ultimi anni è andata abbastanza bene“.

Perché l’etichetta di solo traghettatore dalla B alla A:Me lo dovete dire voi. Io purtroppo o per fortuna sono scelto, quindi se andrà come andrà rimarrò al Venezia e quindi per lo meno fra due mesi sarò un allenatore di Serie A. Sotto questo aspetto non ci sono problemi. Io non cambio il mio metodo. La proposta è quella. Diciamo che ci sono numeri importanti. Abbiamo avuto miglior attacco e miglior difesa. Abbiamo ottenuto il risultato con il gioco, con 5 squadre diverse. Questo mi da orgoglio perché la squadra era sempre diversa. Venezia, Cremonese, Foggia, Monza, Crotone“.

Sei forse più un allenatore per vivere e meno per sopravvivere?: “Ma va benissimo, vuol dire che non mi piace sopravvivere. Ripeto non sta a me portare certi argomenti e fare queste considerazioni. Noi siamo scelti, credo di avere tanti anni di marciapiede. Prendere o lasciare. A Crotone eravamo ultimi in classifica, quando l’ho ripresa la squadra e ci siamo salvati. Non vado all’arrembaggio. Uno che ha la miglior difesa con Cremonese e Venezia non va all’arrembaggio. C’è un idea ci sono tanti allenatori che si difendono andando nella metà campo avversaria“.

Su Antonelli, direttore sportivo del Venezia: “Antonelli è molto bravo, prima che arrivassi io è riuscito a rimettere in piedi la società che aveva problemi economici. La società ha rischiato di scomparire, lui l’ha rimessa a posto. Ha vinto il campionato con Vanoli due anni fa, ha fatto la Serie A l’anno scorso e quest’anno l’ha riportata in massima Serie. Noi siamo la 2^-3^ squadra più giovane del campionato con giocatori straordinari messi in vetrina. Doumbia piace a tanti. Lavoro straordinario di tutte le componenti“.

Con i giovani si vincono i campionati, non lo capiamo: “Per me non è un paradosso. Il luogo comune dopo gli insuccessi in Italia è quello di dire che non c’è qualità. Nei giovani c’è molta qualità. Le nazionali giovanili arrivano in fondo sempre. E’ la dimostrazione che i ragazzi sono competitivi. I giovani bravi giocano sempre. E’ di attualità anche ora“.

Sul suo gol a Palermo-Avellino da centrocampo: “Per fare un gol così credo ci voglia talento, bisogna tener presente tante cose“.

Meglio vincere da giocatore o da allenatore?: “Il lavoro da allenatore è impagabile. Veder crescere i ragazzi da allenatore è impagabile. Vincere da allenatore è tutta un’altra roba. La soddisfazione di vedere giovani come Doumbia crescere è incredibile. Aiutarli giornalmente a crescere è una soddisfazione che non ha prezzo. Quello che poi ritorna è quello che vedono gli altri“.

Il mio Venezia come Sinner: “Avevo fatto un paragone perché Sinner mi era piaciuto in alcune interviste dove riusciva ad essere stimolato e a migliorarsi con il parallelo con l’ascesa di Alcaraz. Sinner si stimolava a sfidarlo e a giocarci contro. Il mio paragone era con Frosinone, Monza, Palermo. Si parlava di una stagione straordinaria del Venezia ma queste squadre erano a 1-2 punti di noi. Questa dichiarazione di Sinner mi ha colpito molto“.

Perché pochi giocatori vanno dalla B alla A ogni anno: “Ci sono giocatori in B, assolutamente, se guardo le prime 4 ci sono. Chi manderei in A? Ghedjemis, Kvernadze, Calò, Busio, Kike Perez, Doumbia. Poi ce ne sono nel Monza, nel Palermo. Italiani? Doumbia, sicuramente è importante, Busio, italo-statunitense e Calò. Su Cissé e Massolin? Massolin ha grande possibilità, l’Inter ci ha visto lungo ha grandi possibilità“.

Sulle squadre che deve allenare per fare bene in A: “Vero che dovrei allenare per vincere, ma io resto serenamente al Venezia e punto a salvarmi“.

Sul futuro: “Le volontà di rimanere ci sono. Ci sono grandi progetti, la prospettiva è buona. Devo dire la verità, tornado al discorso di essere scelti. Quando sei amato, la festa è la fotografia di quello che ti rimane dentro. Sono amato da piazza e società, con Antonelli c’è grandissima stima. Non vedo altre soluzioni“.

Sulle squadre ai playoff: “Monza e Palermo hanno una grande struttura, il Catanzaro mi è piaciuto molto. La Juve Stabia può essere la sorpresa. Abate e Aquilani? Molto bene, perché poi torniamo al discorso di essere propositivi e voler fare calcio“.

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